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Provvedimenti di valutazione ambientale: com’è andata la prima parte del 2025?
di Redazione
Ad agosto, il Servizio Studi del dipartimento Attività Produttive della Camera dei deputati ha pubblicato la versione aggiornata (n. 47) del dossier “La normativa statale per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.
Il documento, datato 1° agosto, fa il punto sui diversi procedimenti abilitativi e autorizzativi – attività libera, PAS, Autorizzazione Unica, VIA e PAUR –, rendendo conto anche delle novità introdotte dal decreto-legislativo 190/2024, il cosiddetto Testo Unico FER.
Nella parte dedicata ai procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), il dossier fornisce tra l’altro la lista dei decreti di VIA e dei provvedimenti unici in materia ambientale emanati dall’inizio del 2025 e fino al 2 luglio 2025, dunque nella prima metà dell’anno corrente.
I progetti agrivoltaici, fotovoltaici ed eolici valutati sono in totale 145: 85 agrivoltaici – 2 dei quali con procedimento archiviato –, 29 fotovoltaici e 29 eolici, di cui uno offshore (il dossier riporta inoltre i dati dei provvedimenti riguardanti progetti idroelettrici e geotermici, che non sono tuttavia oggetto di questo articolo). Se la maggior parte degli impianti agrivoltaici e fotovoltaici è stata valutata positivamente – 57 pareri positivi su 83 per gli agrivoltaici e 21 su 29 per i fotovoltaici –, solo poco meno della metà dei progetti eolici è stata promossa (14 su 29).
Analizzando le 143 valutazioni ambientali concluse, ciò che emerge con immediatezza è la notevole durata dei procedimenti. Infatti, il tempo medio per l’adozione dei 143 provvedimenti del primo semestre dell’anno è stato pari a 937 giorni per gli impianti agrivoltaici, 1.058 giorni per i fotovoltaici e 1.020 giorni per gli eolici. In altre parole, per completare soltanto una delle fasi necessarie al rilascio del titolo autorizzativo finale sono serviti in media tra i due anni e mezzo e i tre anni.
Per tutte e tre le tecnologie, anche i provvedimenti emanati più “velocemente” sono comunque stati adottati rispettivamente dopo 326 (agrivoltaico), 344 (fotovoltaico) e 447 (eolico) giorni – ovvero quasi un anno – dall’inizio del procedimento di valutazione ambientale, mentre i progetti più “sfortunati” hanno dovuto aspettare ben 1315 (agrivoltaico), 2114 (eolico) e 1345 giorni (fotovoltaico) per la conclusione dell’iter.
Un’ulteriore evidenza riguarda la dimensione dei progetti sottoposti a valutazione: la potenza media dei progetti valutati è pari a 68,8 MW e di questi 143 progetti, 69 hanno una capacità inferiore o uguale a 50 MW e 38 inferiore o uguale a 30 MW. I dati del dossier sembrano dunque riflettere la tendenza sempre più frequente degli operatori di ricorrere alle vie giudiziarie per accelerare la chiusura dei procedimenti di valutazione ambientale dei propri progetti una volta decorsi i termini di legge. Tendenza, questa, che ha per l’appunto portato ad un aumento dei “piccoli” impianti valutati.
Il dossier restituisce l’immagine di un Paese in cui gli iter autorizzativi per i progetti rinnovabili risultano ancora eccessivamente lunghi, il che inevitabilmente ostacola l’attività degli operatori del settore. Tuttavia, l’entrata in vigore del cd. Testo Unico FER e il conseguente passaggio di una parte rilevante delle procedure di permitting dal livello statale a quello regionale dovrebbe – almeno secondo il legislatore – poter contribuire allo snellimento e velocizzazione dei procedimenti. Questo, però, solo a patto che le strutture regionali siano in grado di attrezzarsi tempestivamente delle risorse e competenze necessarie per poter processare le richieste di autorizzazione in tempi almeno più rapidi di quelli attuali.