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FER X: così Bruxelles disegna il nuovo mercato delle rinnovabili

Posted: 18 Giugno 2026 alle 12:06   /   by   /   comments (0)

di Redazione

L’approvazione europea del FER X non rappresenta soltanto il via libera a un nuovo schema di incentivazione delle fonti rinnovabili. La decisione della Commissione definisce infatti un impianto regolatorio molto più articolato rispetto ai precedenti meccanismi, introducendo strumenti destinati a incidere direttamente sulle strategie di sviluppo degli operatori.

Dai coefficienti zonali ai criteri del Net-Zero Industry Act, passando per la struttura delle aste e il ruolo del futuro FERZ, emerge un modello che punta non solo ad assegnare incentivi, ma anche a indirizzare la localizzazione degli impianti e l’evoluzione delle filiere industriali.

Oltre 37 GW di nuova capacità incentivata

Il FERX mette a disposizione un contingente complessivo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile. La parte principale del programma riguarda gli impianti sopra 1 MW, per i quali sono previsti 27,15 GW da assegnare tramite procedure competitive: 10 GW destinati al fotovoltaico, 16,5 GW all’eolico, 630 MW all’idroelettrico e 20 MW agli impianti alimentati da gas provenienti dai processi di depurazione.

Una quota ulteriore di 10 GW sarà invece riservata agli impianti di minore dimensione, che potranno accedere direttamente al meccanismo senza partecipare alle aste.

Le aste non assegneranno automaticamente tutto il contingente

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il sistema di allocazione della capacità.

La quantità effettivamente assegnata non sarà predeterminata, ma dipenderà dal comportamento del mercato. Prima di ogni procedura verranno raccolte manifestazioni di interesse e il volume messo a gara dovrà risultare inferiore rispetto alla potenza complessivamente candidata, così da garantire un livello minimo di concorrenza.

La capacità assegnata sarà poi modulata attraverso una curva di domanda dinamica che collega quantità e valore delle offerte. In sostanza, maggiore sarà la competitività espressa dagli operatori, maggiore potrà essere il volume incentivato.

L’obiettivo è evitare sia fenomeni di sovraremunerazione sia gare scarsamente contendibili.

Arrivano i coefficienti zonali

La novità più significativa riguarda probabilmente l’introduzione dei coefficienti locazionali.

Per ogni zona elettrica il Ministero individuerà una soglia di capacità rinnovabile ritenuta compatibile con la rete esistente e con gli interventi infrastrutturali già programmati. Oltre tale soglia, i nuovi progetti subiranno una penalizzazione in graduatoria.

Il meccanismo non ridurrà il livello dell’incentivo riconosciuto ai progetti vincitori, ma influenzerà le probabilità di aggiudicazione. In pratica, sviluppare un impianto in aree caratterizzate da elevata concentrazione di capacità installata potrebbe diventare progressivamente meno conveniente.

Si tratta di un tentativo esplicito di utilizzare le aste anche come strumento di pianificazione territoriale, riducendo il rischio di congestioni e limitazioni di rete.

Più peso agli aspetti industriali

Un altro elemento di discontinuità è rappresentato dall’applicazione dei criteri previsti dal Net-Zero Industry Act.

Per almeno il 30% della capacità annualmente messa a gara per fotovoltaico ed eolico saranno previste procedure dedicate che, oltre all’offerta economica, valuteranno aspetti quali la resilienza delle filiere produttive, la sicurezza informatica, la protezione dei dati, la capacità realizzativa degli operatori e i profili di sostenibilità.

Il sostegno alle rinnovabili viene quindi collegato sempre più agli obiettivi di politica industriale europea, con una logica che va oltre la semplice minimizzazione del costo dell’energia.

Contratti per differenza e correttivi

Per gli impianti sopra 1 MW il sostegno continuerà a basarsi su contratti per differenza bidirezionali della durata di vent’anni.

Il meccanismo coprirà il 95% della produzione, lasciando una quota residua esposta ai segnali di mercato. La disciplina prevede inoltre regole specifiche per la gestione di prezzi nulli o negativi e per i casi di limitazione della produzione dovuti a esigenze di rete.

La decisione introduce anche alcuni correttivi mirati. Gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in amianto o eternit beneficeranno di una maggiorazione dello strike price pari a 27 €/MWh, mentre gli impianti installati su superfici d’acqua potranno contare su un incremento di 10 €/MWh.

Il fotovoltaico utility-scale guarda già al FERZ

Se il FERX definisce il quadro di breve periodo, la decisione europea fornisce anche un’indicazione molto chiara sul futuro del fotovoltaico di grande taglia.

Nel testo approvato da Bruxelles si legge infatti che l’Italia si impegna a riservare nel futuro FERZ almeno 15 GW di capacità fotovoltaica. Si tratta di un valore significativamente superiore rispetto alle ipotesi inizialmente emerse durante la consultazione pubblica del 2025 e che conferma il ruolo centrale attribuito a questo nuovo strumento.

L’indicazione suggerisce che una parte rilevante dello sviluppo fotovoltaico utility scale previsto per i prossimi anni verrà progressivamente trasferita verso un modello basato su contratti per differenza costruiti su profili standardizzati di produzione e non sulla generazione effettiva dei singoli impianti.