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Autoproduzione FER e accumuli: il punto sulle audizioni in Commissione Ambiente al Senato
di Redazione
Si sono svolte martedì 20 gennaio, presso la Commissione Ambiente del Senato, le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, sui sistemi di accumulo e sull’evoluzione tecnologica del settore. Numerosi operatori e associazioni hanno evidenziato opportunità, criticità e priorità per accelerare la transizione energetica italiana.
Per Elettricità Futura, il Paese deve colmare un gap di circa 50 GW di nuova potenza rinnovabile nei prossimi cinque anni e sviluppare oltre 122 GW di capacità di accumulo. Prioritarie risultano il completamento del FER X e lo sviluppo di nuovi meccanismi incentivanti, quale il FER Z, oltre che la semplificazione autorizzativa, il rafforzamento delle reti, la contrattualizzazione a lungo termine e il sostegno alle filiere strategiche.
Italia Solare ha ribadito la maturità tecnica ed economica del fotovoltaico e l’importanza dell’autoconsumo per la stabilità dei costi. Tra le proposte: rendere strutturale la detrazione del 50% per le famiglie e facilitare l’accesso al credito per le imprese. Sottolineato anche come il costo degli accumuli sia in forte calo, nonché la necessità di valorizzare sia gli accumuli centralizzati che quelli integrati negli impianti di autoconsumo.
ANIE, per il tramite delSegretario Generale Michelangelo Lanfronza e del Direttore Gruppo Accumuli Raffaello Teani, ha evidenziato la necessità di misure di sostegno economico per le configurazioni di autoconsumo, la cui diffusione risulta in costante calo da 3 anni nel comparto industriale e residenziale. Ha poi richiamato che il mercato degli accumuli di grande taglia è fortemente attrattivo e che per il futuro sono necessari: un maggior sostegno alla filiera “Made in Europe”, un’attenzione rafforzata alle tecnologie emergenti e una maggiore stabilità regolatoria e normativa.
Per il Kyoto Club, la Presidente Maria Letizia Magaldi ha sottolineato che rinnovabili e batterie rappresentano oggi le soluzioni più economiche per ridurre il costo dell’energia e rafforzare la sicurezza energetica. Centrale anche il tema dell’elettrificazione del calore nei processi industriali e il riconoscimento degli accumuli come infrastruttura strategica. Tra le criticità, Magaldi ha segnalato i ritardi nelle aste, le difficoltà autorizzative e la saturazione delle richieste di connessione alla rete.
ASviS, con Enrico Giovannini, ha evidenziato il rapido progresso tecnologico delle batterie, il ruolo crescente del riciclo e l’importanza dello storage per garantire flessibilità e sicurezza a un sistema sempre più basato sulle rinnovabili. Ha poi ribadito l’urgenza di ridurre i costi energetici e la dipendenza dall’estero, indicando la necessità di una riforma degli incentivi e di una progressiva eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi.
Secondo ECCO, l’Italia resta fortemente dipendente dal gas, con prezzi esposti alla volatilità internazionale. La diffusione di rinnovabili e accumuli, soprattutto a livello distribuito, può rendere l’energia più prevedibile ed economica. È stato inoltre proposto di estendere ai clienti domestici l’accesso a prezzi dinamici e di favorire lo scambio di energia tra privati.
Le associazioni AIGET, AssoESCo e Coordinamento FREE hanno infine richiamato la necessità di investire nelle reti, semplificare le procedure, garantire stabilità normativa e sostenere la filiera industriale europea delle batterie. Obiettivo comune: creare le condizioni per un sistema elettrico sempre più rinnovabile, competitivo e resiliente.
L’indagine dovrebbe proseguire nelle prossime settimane, al momento, tuttavia, non sono ancora noti i nomi dei prossimi auditi.