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Manovra 2027, il DPB indica le priorità del Governo per energia e investimenti
di Redazione
Il Documento programmatico di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre su proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e successivamente trasmesso alla Commissione europea e al Parlamento, delinea le principali direttrici della prossima manovra finanziaria. Per il settore energetico, il documento individua due obiettivi prioritari: contenere l’impatto dei costi dell’energia su famiglie e imprese e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, anche attraverso nuovi investimenti nelle fonti rinnovabili. Le misure annunciate costituiscono tuttavia un quadro programmatico, la cui definizione puntuale dipenderà anche dall’esito delle interlocuzioni con le istituzioni europee.
Flessibilità europea per energia e difesa
Uno degli elementi centrali del DPB è il ricorso agli spazi di flessibilità previsti dalla clausola di salvaguardia nazionale (National Escape Clause, NEC) nell’ambito della governance economica europea. Il Governo prevede di poter utilizzare, sia nel 2027 sia nel 2028, fino a 0,3 punti percentuali di PIL all’anno per interventi legati alla resilienza energetica, cui si aggiunge un’analoga quota destinata alla difesa. Il margine complessivo potenziale raggiunge così lo 0,6% del PIL per ciascuno dei due anni (DPB 2027, p. 8).
La flessibilità richiesta a Bruxelles rappresenta anche uno strumento per affrontare il rischio di nuovi rincari energetici. Nel corso delle audizioni parlamentari del 12 ottobre, Giorgetti ha ribadito che la definizione della manovra dovrà tenere conto del completamento della procedura europea sulla clausola, richiamando la necessità di mantenere un approccio prudente in un contesto economico internazionale incerto.
Costi dell’energia e competitività delle imprese
Il tema del caro energia è tornato al centro del confronto politico anche nelle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alle Camere, il 14 ottobre, in vista del Consiglio europeo. “La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia” e sulla competitività delle imprese è il costo dell’energia, ha affermato la premier, sottolineando che serve una risposta europea “coordinata e rapida”. Meloni ha inoltre richiamato la necessità di evitare che le regole comunitarie, concepite in un contesto differente, finiscano per aggravare gli effetti delle crisi in corso.
L’impostazione trova un riscontro nel DPB, che pone al centro della politica di bilancio la tutela del potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto quelle più vulnerabili, insieme al sostegno alle imprese e agli investimenti. Per il sistema produttivo sono preannunciati interventi volti a sostenere il costo dell’energia elettrica per una parte dei consumi. Il documento non specifica ancora, tuttavia, importi, platee dei beneficiari e modalità operative delle eventuali agevolazioni.
Rinnovabili, biometano e infrastrutture
Sul fronte degli investimenti, il Governo indica il rafforzamento dei contributi per la realizzazione di impianti fotovoltaici, la promozione del biometano e la riconversione degli impianti a biogas esistenti. L’obiettivo dichiarato è accrescere la sicurezza degli approvvigionamenti, affiancando agli interventi di contenimento dei prezzi misure a sostegno della produzione energetica.
Il quadro si inserisce in un insieme più ampio di iniziative già avviate o richiamate nel documento: dal decreto FER X alla Facility CACER per le comunità energetiche, passando per lo sviluppo di una piattaforma per la negoziazione dei contratti di acquisto di energia a lungo termine (PPA) e per la semplificazione delle procedure autorizzative attraverso il portale digitale Permitting FER. Sono inoltre menzionati gli investimenti nell’agrivoltaico, la riorganizzazione delle risorse del PNRR per il biometano, i progetti per la produzione di idrogeno nelle aree industriali dismesse e gli interventi sul meccanismo Energy Release.
Tra le altre direttrici figurano il potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con riferimenti anche ai bacini idroelettrici, e l’elettrificazione delle banchine portuali attraverso il cold ironing, oltre agli incentivi per la mobilità elettrica e sostenibile (DPB 2027, pp. 21-23).
Dagli indirizzi alle misure concrete
Il DPB richiama anche gli interventi temporanei adottati nel 2026 per contrastare i rincari, tra cui le agevolazioni per i beneficiari del bonus sociale, la riduzione delle accise sui carburanti e gli aiuti ai comparti maggiormente esposti all’aumento dei costi, oltre alle iniziative collegate al Piano sociale per il Clima (DPB 2027, pp. 13-14). Il passaggio dalla programmazione alla definizione delle misure resta però il nodo principale. La portata effettiva degli interventi energetici dipenderà dalle risorse disponibili, dalle condizioni concordate con l’Unione europea e dalle scelte che confluiranno nel disegno di legge di bilancio. Per famiglie e imprese, il punto da verificare sarà quindi la capacità della manovra di tradurre gli obiettivi di sicurezza e sviluppo delle rinnovabili in un sostegno concreto ai costi energetici.