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Lombardia: la Legge sul Clima e il ruolo (auspicato) del nucleare

Posted: 17 Luglio 2025 alle 10:40   /   by   /   comments (0)

di Redazione

L’8 luglio, l’Aula del Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato in via definitiva la “Legge per il clima: Norme per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici”.

Il provvedimento era stato proposto dalla Giunta Regionale lo scorso 26 maggio. Come suggerisce il titolo stesso della Legge, l’obiettivo primario è quello di promuovere l’adozione di tutte quelle politiche ed iniziative che possano contribuire al raggiungimento di un’economia a emissioni nette zero e rafforzare le misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Sul secondo punto, la Legge Regionale demanda alla Giunta l’approvazione di una “strategia integrata di adattamento ai cambiamenti climatici” nonché la definizione dei “contenuti minimi dei patti territoriali e di sostenibilità, ovvero quegli accordi che enti pubblici, soggetti privati, enti del Terzo Settore, società partecipate pubbliche e ogni altra parte interessata sono chiamati a sottoscrivere al fine di promuovere e supportare “lo sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile di un territorio”, ad esempio incentivando “la diffusione di pratiche virtuose di economia circolare, transizione energetica, adattamento al cambiamento climatico, inclusione sociale e salvaguardia dell’ecosistema locale”.

Le politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici devono essere coordinate con quelle volte a consentire la transizione verso un’economia a emissioni nette zero, permettendo alla Lombardia di fare la sua parte nel mantenere le temperature globali nei limiti fissati dagli accordi internazionali.

Stando a quanto scritto nella Legge appena approvata, questo richiede un’azione coordinata su diversi livelli: la produzione di energia rinnovabile e alternativa; l’assorbimento del carbonio nei sistemi naturali; la cattura e stoccaggio della CO2; l’efficienza energetica e la riduzione – e razionalizzazione – dei consumi; la diffusione dell’idrogeno e della mobilità sostenibile; la ricerca e lo sviluppo dell’energia nucleare (normativa nazionale permettendo, si specifica).

L’inserimento di un esplicito riferimento al nucleare non deve stupire. Lo sviluppo di questa tecnologia è un argomento sempre più presente nel discorso politico odierno, promosso non solo dai partiti di maggioranza – Forza Italia in prima linea, ma anche Lega e Fratelli d’Italia – ma anche da quelli che stanno all’opposizione, primo fra tutti Azione di Carlo Calenda.

La Legge sul Clima è inoltre stata presentata pochi giorni dopo il Protocollo d’Intesa sul nucleare firmato il 21 maggio tra il Governatore lombardo Attilio Fontana e il Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) Rafael Mariano Grossi con l’obiettivo di favorire la cooperazione e la condivisione di competenze tra Regione Lombardia e L’AIEA per l’impiego dell’energia nucleare a scopi pacifici. Allora, il Governatore Fontana aveva sottolineato come i reattori nucleare di nuova generazione rappresentino “una strada percorribile per favorire la transizione ecologica”.

In quella stessa occasione, l’Assessore all’ Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi; aveva dichiarato: “Regione Lombardia guarda con attenzione anche al nucleare di nuova generazione come possibile alleato per una transizione energetica realmente sostenibile. Non possiamo permettere che la spinta sulle rinnovabili, doverosa ma che va governata, si traduca in un consumo incontrollato di suolo agricolo. Ben venga quindi aprire il dibattito su qualunque soluzione possa offrirci energia pulita, stabile e a basso impatto, senza sacrificare la produttività delle nostre campagne. Serve un approccio pragmatico.