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European grid package – le reti al centro della strategia europea

Posted: 24 Febbraio 2026 alle 11:26   /   by   /   comments (0)

di Redazione

Lo scorso dicembre la Commissione Europea ha varato un nuovo pacchetto di misure, lo European Grid Package, volto a sviluppare e modernizzare le reti energetiche dell’Unione, in particolare quelle elettriche, per renderle più resilienti, integrate e in grado di sostenere la crescente domanda di elettricità e l’integrazione delle energie rinnovabili. Il pacchetto è stato trasmesso al Parlamento e al Consiglio, che sono attualmente alle prese con l’analisi delle misure.

Il lavoro della CE è frutto di una riflessione che tiene conto degli ultimi anni – caratterizzati da una forte instabilità geopolitica – con conseguenti fluttuazioni dei mercati, che hanno fatto emergere chiaramente l’importanza strategica della sicurezza energetica per l’Unione. Come si legge nel pacchetto, la Commissione evidenzia che tale obiettivo è raggiungibile solamente tramite un rafforzamento delle infrastrutture energetiche europee, che rappresentano “lo scheletro non solo del sistema energetico, ma dell’Europa stessa, in quanto permettono il flusso efficiente di energia tra Stati Membri,” favorendo l’integrazione nel mix energetico di energia pulita e accelerando l’elettrificazione.

Al centro delle riforme proposte vi è l’accelerazione delle procedure di autorizzazione e pianificazione a livello europeo. Le misure puntano a coordinare gli investimenti nelle interconnessioni transfrontaliere e nelle cosiddette “energy highways”, rafforzare la governance comune per la programmazione delle reti e ottimizzare l’uso delle infrastrutture esistenti. Per quanto riguarda l’interconnessione tra Stati Membri, i livelli sono sensibilmente inferiori agli obiettivi europei, con diversi Stati ancora molto lontani dal target del 15% di interconnessione al 2030 previsto dal Regolamento (UE) 2018/1999 sulla Governance dell’Energy Union.  L’obiettivo finale è ridurre i colli di bottiglia che gravano sul sistema e abbattere i costi dell’energia per imprese e cittadini.

La riforma del c.d. Grids Package propone quindi un intervento trasversale, che coinvolge diversi atti giuridici dell’UE: modifica le norme sul permitting contenute nella Direttiva sulle energie rinnovabili (Direttiva (UE) 2018/2001) e nella Direttiva Elettricità (Direttiva (UE) 2019/944), rivede il Regolamento TEN-E (Regolamento (UE) 2022/869) che disciplina la selezione dei progetti PCI/PMI e i relativi meccanismi di finanziamento.

A riconferma dell’importanza di questa riforma per l’Ue a livello sistemico è giunta la scorsa settimana l’anticipazione del bollettino economico della Banca Centrale Europea (BCE), che lega in modo diretto la strategia di decarbonizzazione dell’Unione alla capacità di ridurre i prezzi dell’energia, accelerare l’elettrificazione dei consumi e rafforzare la resilienza industriale.

Secondo la BCE, raggiungere gli obiettivi climatici europei richiede un sistema elettrico più efficiente e accessibile. I prezzi dell’elettricità elevati rischiano di rallentare la transizione energetica, erodere la competitività delle imprese e rendere le famiglie più esposte alle oscillazioni dei mercati fossili. A pesare su questo quadro sono proprio la scarsa interconnessione tra i mercati nazionali, le asimmetrie nelle politiche fiscali e regolatorie e i costi delle infrastrutture di rete. La risultante frammentazione energetica genera un’Europa a più velocità, con ricadute dirette sulla competitività industriale. La posizione della BCE è chiara: la risposta strutturale passa dalle infrastrutture di rete. La transizione energetica non è soltanto una questione climatica, ma è, prima di tutto, una scelta di strategia economica. In un contesto in cui l’Europa si trova a competere simultaneamente con Stati Uniti e Cina, l’energia assume una valenza che trascende la dimensione produttiva per diventare una variabile geopolitica a pieno titolo. La capacità dell’Unione di dotarsi di un sistema elettrico integrato ed efficiente sarà, in ultima analisi, uno dei fattori che ne determineranno il peso nel nuovo paradigma economico.