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Cosa prevede la nuova Proposta di legge elettorale?

Posted: 13 Marzo 2026 alle 10:43   /   by   /   comments (0)

di Matteo Apicella

A fine febbraio i capigruppo dei partiti di maggioranza hanno depositato, dopo mesi di trattative, la nuova PdL elettorale, già ribattezzata giornalisticamente stabilicum, dall’obiettivo dichiarato di assicurare governabilità e stabilità dei governi. Il nuovo testo si fonda infatti su un impianto proporzionale (in cui cioè i seggi sono assegnati proporzionalmente ai voti presi) e presenta i seguenti tratti principali:

  • Impianto proporzionale con assegnazione di un premio di governabilità alla coalizione o alla lista che superi il 40% dei voti; il premio di governabilità è pari a 35 seggi al Senato e 70 alla Camera;
  • Nel caso in cui nessuna lista raggiunga il 40%, si procede ad un secondo turno di ballottaggio, solo nel caso in cui però le due liste più votate superino il 35%; se neanche questa condizione si verificasse, si procederebbe ad un’assegnazione dei seggi con metodo totalmente proporzionale;
  • La coalizione o la lista che, anche a seguito di ballottaggio, riceve il premio di governabilità non potrà comunque avere più di 114 seggi al Senato e 230 alla Camera, circa il 57% del totale;
  • Previsione di una soglia di sbarramento al 3%; tuttavia per le coalizioni con almeno il 10% dei voti, ottiene seggi anche la prima lista sotto il 3%;
  • Voto indirizzato ai cd. listini bloccati, composti da candidati scelti dai partiti ed eletti secondo l’ordine di inserimento nel listino, senza possibilità di voto di preferenza;
  • Indicazione del nome del candidato premier nel programma elettorale da depositare.

Occorre innanzitutto specificare che il testo non è ovviamente definitivo e che può essere emendato dal Parlamento. Tuttavia, il dato più rilevante è il ritorno ad un impianto totalmente proporzionale, rispetto a quello misto attuale, sebbene con la previsione di un premio di governabilità. Proprio l’attribuzione di questo premio è un elemento di differenza rispetto al passato: nel testo depositato infatti si configura come un numero “fisso” di seggi, mentre nella l. 270/2005 cd. Porcellum, si configurava in modo variabile, ovvero come quel numero di seggi necessari per far ottenere alla coalizione beneficiaria il 54% dei seggi stessi. La previsione poi del 35% come soglia minima per accedere al ballottaggio sembra assecondare uno dei rilevi mossi dalla Corte Costituzionale al ballottaggio previsto dalla l. 52/2015 cd. Italicum, e cioè che, non essendo prevista una soglia minima di accesso al ballottaggio, al secondo turno avrebbe potuto vincere e beneficiare quindi del conseguente premio di maggioranza una forza politica con un numero esiguo di voti al primo turno, con effetti distorsivi del principio di rappresentatività.

La nuova proposta di legge rappresenta un cambiamento soprattutto rispetto alla legge elettorale attualmente in vigore, l.165/2017 cd. Rosatellum che presenta un sistema misto, in quanto prevede che 2/3 dei seggi venga assegnato con metodo proporzionale ed 1/3 con metodo maggioritario, ossia attraverso la competizione in collegi elettorali uninominali dove ottiene il seggio il candidato dello schieramento più votato. Le motivazioni dietro alla presentazione di questo nuovo testo sono ovviamente politiche: il Rosatellum con la sua componente maggioritaria incentiva la formazione di coalizioni; né è la prova proprio il risultato del 2022, quando la vittoria della coalizione attualmente al Governo fu favorita ed accentuata nelle dimensioni dalla divisione del polo opposto. Il mutamento dello scenario politico che nel frattempo si sta verificando, con il ritorno tendenziale ad un sistema più saldamente bipolare, suggeriva un sostanziale pareggio con l’applicazione dell’attuale legge elettorale, con una situazione particolarmente in divenire al Sud, dove la coalizione di centro-destra rischiava di perdere tanti collegi conquistati quattro anni fa. La competizione nei collegi uninominali è infatti più marcatamente locale e passibile di essere influenzata da dinamiche alternative rispetto all’andamento nazionale complessivo. Anche da qui nasce dunque l’esigenza di un cambio in favore di un meccanismo che premi di più il peso delle coalizioni a livello nazionale e generale, assicurando al contempo con il premio di governabilità una maggiore facilità nella formazione del Governo.