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Basilicata: la Giunta presenta il disegno di legge sulle compensazioni ambientali per gli impianti FER
di Redazione
La Giunta regionale della Basilicata ha approvato, con la deliberazione n. 456 del 24 luglio 2026, il disegno di legge recante “Disciplina delle compensazioni ambientali regionali da fonti energetiche rinnovabili”. Il provvedimento è stato trasmesso al Consiglio regionale per l’avvio dell’iter legislativo.
Il disegno di legge disciplina la possibilità di stipulare accordi tra la Regione e gli operatori del settore energetico per l’introduzione di misure di compensazione e riequilibrio ambientale a carattere regionale. Tali misure riguardano la realizzazione di nuove infrastrutture da fonti energetiche rinnovabili, nonché il potenziamento o la trasformazione di infrastrutture esistenti.
La nuova disciplina si affianca alle compensazioni già previste a favore dei Comuni interessati dai singoli procedimenti autorizzatori. L’ambito di applicazione comprende gli impianti eolici e fotovoltaici, le relative opere connesse, i sistemi di accumulo, gli elettrodotti e le ulteriori opere accessorie. Le disposizioni si applicano sia agli impianti di nuova realizzazione sia agli impianti esistenti interessati da modifiche sottoposte ad autorizzazione unica o a procedimento autorizzatorio unico regionale. Sono invece esclusi gli interventi realizzati in regime di attività libera o mediante procedura abilitativa semplificata.
La previsione di una compensazione regionale è subordinata alla presenza di un effettivo “impatto sovracomunale”. Il provvedimento chiarisce, pertanto, che non tutti gli impianti da fonti rinnovabili determinano l’applicazione delle misure compensative, ma esclusivamente quelli i cui effetti ambientali e territoriali superano la dimensione del singolo Comune.
Le compensazioni saranno definite attraverso accordi consensuali tra la Regione e gli operatori proponenti. Il mancato raggiungimento dell’accordo non potrà costituire motivo di diniego dell’autorizzazione né essere valutato negativamente nell’ambito della conferenza di servizi. Il procedimento autorizzatorio e l’eventuale accordo compensativo resteranno quindi distinti e autonomi.
L’entità delle misure sarà proporzionale all’impatto sovracomunale effettivamente prodotto dall’impianto. A tal fine, l’operatore dovrà predisporre una valutazione tecnica documentata, elaborata sulla base della metodologia contenuta nell’allegato al disegno di legge. Il valore massimo della compensazione regionale è fissato nel 3% del valore economico della produzione energetica complessivamente attesa durante la vita utile dell’impianto, al netto dell’energia destinata all’autoconsumo.
Le risorse derivanti dagli accordi confluiranno nel Fondo di energia sostenibile della Basilicata, istituito dal provvedimento. Il Fondo sarà destinato al finanziamento di impianti da fonti rinnovabili rivolti a cittadini e imprese e alla concessione di contributi, agevolazioni o altre misure finalizzate alla riduzione dei costi energetici. Le modalità di gestione del Fondo, i criteri e le procedure di accesso, le forme di finanziamento e il monitoraggio dei progetti saranno definiti con un successivo atto della Giunta regionale.
Il Presidente della Regione, Vito Bardi, in un comunicato ha dichiarato: “Per troppi anni la Basilicata è stata terra di installazione di pale eoliche e pannelli solari senza che vi fosse un reale, equo e tangibile ritorno per la nostra comunità. Oggi cambiamo passo con determinazione. Con questa legge stabiliamo una regola: chi realizza o rinnova grandi impianti rinnovabili ad impatto sovracomunale deve contribuire al benessere della Basilicata.”.
Nello stesso comunicato, l’Assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello, ha manifestato soddisfazione per il risultato raggiunto, dichiarando: “Questo disegno di legge rappresenta una svolta culturale prima ancora che normativa. Abbiamo fortemente voluto uno strumento per inaugurare un modello in cui la transizione ecologica cammina di pari passo con l’equità sociale”.
La disciplina si applicherà alle istanze di autorizzazione presentate successivamente all’entrata in vigore della legge. Per i procedimenti già in corso, la Regione potrà promuovere accordi volontari, senza che la mancata stipula possa produrre effetti negativi sul procedimento autorizzatorio.