Dalle Istituzioni, In Primo Piano, Post in evidenza, Produzione di Energia, Regioni, Rinnovabili
Aree idonee dopo il DL 175/2025: a che punto sono le Regioni?
di Greta Zottoli
Con il nuovo quadro normativo sulle aree idonee per gli impianti a fonti rinnovabili entrato nella fase operativa, le Regioni hanno iniziato a muoversi. Il quadro, però, resta tutt’altro che uniforme: c’è chi ha già approvato un testo, chi è nel pieno dell’esame in Commissione, chi sta ancora raccogliendo osservazioni e chi, invece, non ha ancora calendarizzato l’avvio del confronto consiliare.
In Puglia, la Giunta regionale ha approvato l’11 marzo un disegno di legge per l’individuazione delle superfici e delle aree destinate all’installazione di impianti a fonti rinnovabili. Il passaggio successivo si è consumato in Consiglio regionale: il 18 marzo le Commissioni riunite Ambiente e Industria hanno svolto un ciclo di audizioni con rappresentanti del mondo ambientalista, sindacale, professionale e industriale. Tra i temi emersi nel confronto figurano il burden sharing regionale al 2030 e l’ipotesi di interventi emendativi sul testo, compresa la proposta di riportare allo 0,8% della SAU la quota di superficie agricola utilizzabile.
In Emilia-Romagna, la Giunta ha approvato il 12 marzo il progetto di legge per l’individuazione delle aree idonee. Il provvedimento è stato assegnato alla Commissione Territorio e Ambiente. L’esame era stato calendarizzato a partire dal 18 marzo, mentre il 25 marzo si sono svolte le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva, con il coinvolgimento di oltre 42 soggetti. L’iter è poi proseguito l’8 aprile, sempre in Commissione, con la discussione generale sul testo. In quella sede è stato confermato che l’approdo in Aula sarebbe stato previsto per la fine di aprile, pur con la possibilità di ulteriori modifiche prima del passaggio assembleare.
In Lombardia, dopo una prima fase di confronto politico e tecnico, la Giunta regionale ha approvato il 30 marzo la nuova proposta di legge sulle aree idonee. Il testo è stato assegnato alla Commissione Ambiente e l’esame è stato formalmente avviato il 13 aprile, giorno in cui è stata anche comunicata la richiesta della Giunta di procedere con urgenza. A seguire, sono state fissate audizioni per il 15 aprile, sia in Commissione Ambiente sia in Commissione Agricoltura, mentre ulteriori audizioni risultavano in programma per il 20 aprile. Secondo il calendario comunicato, la votazione in Commissione è prevista per il 29 aprile, mentre il passaggio in Assemblea è calendarizzato per il 12 maggio.
In Molise, il disegno di legge è stato approvato dalla Giunta il 25 febbraio. L’11 marzo la Commissione Assetto e Utilizzazione del Territorio ha avviato l’esame del provvedimento, chiarendo già in quella sede che non sarebbe stato possibile rispettare la scadenza del 18 marzo fissata a livello nazionale. Da quel momento l’istruttoria è andata avanti attraverso una serie di audizioni: il 18 marzo, il 25 marzo e il 1° aprile. Proprio nella seduta del 25 marzo è stato nominato relatore il consigliere Armandino D’Egidio (FdI). Al momento, sono previste ulteriori audizioni in una seduta successiva ancora da definire.
In Piemonte, la Giunta regionale ha approvato l’11 aprile, su proposta dell’assessore Matteo Marnati, il disegno di legge sulla disciplina e l’individuazione di ulteriori aree idonee. Per il momento il testo deve ancora arrivare all’esame del Consiglio regionale e non risulta ancora calendarizzato l’avvio dell’iter consiliare.
Tra le Regioni da monitorare c’è anche la Liguria, dove la Giunta ha presentato la proposta di legge sulla disciplina per l’individuazione delle superfici idonee. Il testo è stato assegnato alla Commissione Territorio e Ambiente, ma l’avvio dell’esame non risulta ancora calendarizzato.
Diverso il caso dell’Umbria, dove l’adeguamento alla disciplina nazionale non è passato da un autonomo disegno di legge dedicato esclusivamente alla materia, ma da modifiche inserite nella legge regionale cosiddetta “Omnibus”. L’Assemblea legislativa, nella seconda metà di marzo, ha approvato il disegno di legge della Giunta n. 287-bis recante “Modificazioni e integrazioni di leggi regionali”. Il testo, integrato in sede di Commissione, ha incluso anche gli articoli relativi alla revisione della disciplina regionale sulle aree idonee.
In Abruzzo, la proposta di legge, di iniziativa del Consigliere Campitelli (FdI), è stata assegnata alla Commissione Territorio e Ambiente il 5 marzo. L’esame è stato avviato il 10 marzo, seguito da un ciclo di audizioni il 19 marzo. L’8 aprile la Commissione ha concluso l’esame della proposta di legge, approvando alcune modifiche al testo. Il passaggio finale è arrivato con la seduta del 21 aprile, quando l’Assemblea del Consiglio regionale ha approvato definitivamente il provvedimento, introducendo ulteriori modifiche.
Nel complesso, la mappa regionale resta ancora molto differenziata. Se in alcuni casi il percorso normativo è già arrivato a compimento o a una fase avanzata, in altri l’iter è ancora nelle fasi preliminari. Il prossimo snodo sarà capire se, nelle prossime settimane, le altre amministrazioni regionali accelereranno l’adeguamento e con quali soluzioni normative sceglieranno di declinare il nuovo assetto nazionale sulle aree idonee.
Articolo aggiornato al 28 aprile 2026.