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Aree idonee: la situazione in Puglia
di Redazione
Anche in Puglia entrano nel vivo i lavori consiliari sul DDL Aree Idonee. Nella seduta dell’8 ottobre le Commissioni congiunte Ambiente ed Industria hanno approvato un maxiemendamento che riscrive il testo originale del provvedimento, accogliendo alcune osservazioni delle Associazioni che erano intervenute in audizioni. Facendo un passo indietro, il DDL era stato approvato dalla Giunta il 10 marzo e la settimana successiva si erano svolte le audizioni in Commissione. Già dalle prime sedute in Commissione era stata chiara, anche da parte dei consiglieri, la richiesta di maggior tutela delle aree agricole e di pregio, soprattutto in relazione alla percentuale di SAU, che nel testo originario non era esplicitata; un punto questo, sollevato non solo dall’opposizione ma anche dal Presidente della Commissione Industria Antonio Tutolo.
Il nuovo testo sembra andare proprio in questa direzione, visto che tra le tante modifiche, la più rilevante sembra essere quella all’art. 5 in materia di disposizioni per le aree agricole. In particolare, si prevede che nella ponderazione di interessi, costituiscono prova evidente degli effetti negativi degli impianti FER sul settore agricolo, le interferenze con la presenza degli ulivi, di produzioni agroalimentari di qualità, di terreni interessati da produzioni con metodo biologico e con aree iscritte nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico e delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali. Rispetto al testo originario, poi nelle aree agricole idonee il fotovoltaico è ammesso nella sola forma dell’agrivoltaico avanzato ed è fissato direttamente in legge il limite dello 0,8 per cento della SAU regionale. Tra le altre modifiche, inoltre, la modifica del termine di ultimazione lavori per impianti eolici (18 mesi) e non (24 mesi), e l’applicazione della disciplina transitoria all’intera legge.
L’Assessore Di Sciascio si è detto “soddisfatto” del metodo di lavoro adottato, sottolineando che il testo cerca un punto di equilibrio tra la tutela del territorio e del turismo e lo sviluppo della transizione energetica, anche tramite CER e autoconsumo, mentre l’opposizione, che non ha partecipato al voto sul maxiemendamento per il poco tempo avuto per esaminarlo, ha posto ancora una volta l’accento sulla tutela del paesaggio e sull’importanza di “non consentire di vendere parti importanti del territorio pugliese alle multinazionali”. In particolare, il capogruppo di FdI Cons. Pagliaro ha anticipato la presentazione di subemendamenti volti per la maggior parte a limitare il consumo di suolo agricolo e a tutelare gli uliveti, che dovrebbero essere discussi nella seduta delle Commissioni Ambiente ed Industria 22 ottobre, dopo il rinvio dell’esame in Aula, calendarizzato inizialmente per la seduta del 20 ottobre.