Energia Elettrica, In Primo Piano, Post in evidenza, Rinnovabili
Una panoramica sulla disciplina MACSE: finalità, regole e prime applicazioni
di Greta Zottoli
Il sistema elettrico italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata dall’aumento della penetrazione delle fonti rinnovabili non programmabili, in particolare fotovoltaico ed eolico, che rappresentano un tassello fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione definiti dal PNIEC. Per sfruttare appieno queste risorse e garantirne l’integrazione nel sistema elettrico è necessario intervenire contemporaneamente su tre direttrici strategiche: il rafforzamento delle reti di trasmissione e distribuzione, l’espansione della capacità di accumulo e la revisione della disciplina di mercato. Gli impianti di storage, in questo quadro, rivestono un ruolo cruciale perché consentono di immagazzinare l’energia nei momenti di “overgeneration”, fenomeno dovuto sia a congestioni di rete sia a squilibri temporali tra produzione e consumo, e di restituirla quando la domanda è più elevata. In mancanza di tali risorse la copertura del fabbisogno sarebbe assicurata principalmente dalla generazione programmabile, il più delle volte basata su combustibili fossili e caratterizzata da costi e impatti più rilevanti.
Proprio per rispondere a queste esigenze nasce il Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico, MACSE, concepito per promuovere nuovi investimenti in accumuli riducendo i rischi economici legati a progetti ad alta intensità di capitale e con ritorni di lungo periodo. Il principio alla base del meccanismo è quello di garantire segnali di prezzo stabili e affidabili attraverso contratti pluriennali che assicurino agli operatori una remunerazione certa. L’impostazione è innovativa anche in prospettiva internazionale, trattandosi della prima misura competitiva di lungo termine interamente dedicata agli accumuli e osservata con grande interesse anche in altri Paesi.
Il percorso regolatorio che ha portato alla definizione del MACSE prende avvio dall’articolo 18 delDecreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 210, e trova una tappa decisiva con la Disciplina predisposta da Terna nell’agosto 2024 e approvata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il Decreto n. 346 del 10 ottobre 2024, noto come “Decreto MACSE”. A questo si affianca un ampio lavoro istruttorio realizzato tramite consultazioni pubbliche e deliberazioni dell’Autorità di regolazione: in particolare, con il documento relativo alla Consultazione 393/2022/R/eel ARERA ha definito un impianto organico per il funzionamento dell’approvvigionamento a termine della capacità di stoccaggio, ottenendo un largo consenso da parte degli operatori su numerosi aspetti, mentre la Delibera 247/2023/R/eel ha fissato i criteri generali e le condizioni di funzionamento del meccanismo.
La disciplina MACSE si fonda sul principio di neutralità tecnologica, aprendo la partecipazione a tutte le tecnologie di accumulo ritenute idonee. Per individuare tali tecnologie, Terna è tenuta a predisporre uno studio sulle tecnologie di riferimento, da aggiornare almeno ogni due anni, con l’obiettivo di associare il fabbisogno nazionale di capacità di stoccaggio a soluzioni realisticamente implementabili nel periodo considerato, così da garantire che le gare si basino su opzioni effettivamente disponibili sul mercato.
L’approvvigionamento della capacità deve avvenire unicamente tramite procedure concorrenziali organizzate sotto forma di aste trasparenti e periodiche, al termine delle quali vengono stipulati contratti standard che riconoscono agli aggiudicatari, per l’intero periodo di consegna, un premio annuo espresso in €/MWh, determinato sulla base del prezzo offerto in sede d’asta secondo il criterio del pay-as-bid, ossia pari all’offerta presentata dal singolo partecipante. In cambio, gli operatori vincitori devono rispettare obblighi precisi: costruire gli impianti e renderli operativi nei tempi previsti, mettere a disposizione del mercato la capacità di accumulo tramite la piattaforma del GME per i contratti di time-shifting e destinare al Mercato dei Servizi di Dispacciamento la quota non utilizzata, così da fornire ulteriore supporto alla stabilità della rete, nel pieno rispetto dei requisiti tecnici e delle regole definite da Terna.
La disciplina prevede inoltre che Terna trasmetta periodicamente al MASE la proposta di fabbisogno di nuova capacità di accumulo. Per l’orizzonte 2028, la proposta avanzata a dicembre scorso è stata approvata con il Decreto del 27 febbraio 2025, n.53, individuando un fabbisogno nazionale pari a 10 GWh. La disciplina stabilisce inoltre anche che almeno venti giorni prima di ogni asta Terna debba pubblicare i contingenti nazionali e i limiti minimi e massimi per area di mercato.
Sul piano operativo, il MACSE prevede aste differenziate per tecnologia: le batterie al litio partecipano a una “asta breve”, basata su una pianificazione biennale e contratti di consegna della durata di quindici anni, mentre gli impianti idroelettrici a pompaggio accedono a un’“asta lunga”, con pianificazione sessennale e contratti trentennali. La prima asta è prevista per il 30 settembre 2025 con anno di consegna 2028.
Un aspetto particolarmente discusso riguarda la definizione del premio massimo, introdotto per contenere i costi complessivi del sistema e garantire la sostenibilità per i consumatori finali. Nel documento relativo alla Consultazione 168/2025/R/eel, ARERA aveva ipotizzato un tetto pari a 32.000 €/MWh/anno, giudicato da molti operatori insufficiente a sostenere gli investimenti e da altri invece congruo o persino elevato. Successivamente, con la Delibera 362/2025/R/eel, l’Autorità ha fissato per la prima asta delle batterie un cap a 37.000 €/MWh/anno e, al contempo, ha aggiornato i parametri economici di riferimento.
In definitiva, la disciplina MACSE non solo incentiva lo sviluppo di nuova capacità di accumulo, ma contribuisce in maniera determinante all’adeguatezza complessiva del sistema elettrico. Le risorse introdotte riducono infatti il ricorso alle aste del Capacity Market, sostituendo capacità garantite da impianti esistenti e più costose con soluzioni di storage più efficienti. I benefici attesi sono molteplici: maggiore sicurezza operativa, riduzione degli oneri complessivi e soprattutto integrazione strutturale delle fonti rinnovabili.
Fonte immagine: QualEnergia.it