Efficienza energetica, In Primo Piano, Post in evidenza
ENEA fotografa l’Italia dell’efficienza energetica: obiettivi centrati al 90%, ma il 2025 sarà l’anno della svolta normativa
di Redazione
Il Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica di ENEA offre una fotografia dettagliata, o, per citare direttamente il report, “racconta il cambiamento” dell’Italia nel suo percorso verso una reale efficienza energetica, mettendo in luce sia i progressi compiuti sia le criticità, che rischiano di rallentare la corsa verso gli obiettivi fissati per il 2030.
L’ENEA evidenzia che nel 2024 l’Italia ha raggiunto il 90% degli obiettivi intermedi di risparmio energetico previsti dal PNIEC, con un risparmio di 4,5 Mtep/anno di energia finale (su un obiettivo pari a 5,04 Mtep/anno), risultato che testimonia una crescente consapevolezza e una capacità di azione diffusa. Il dato evidenzia, però, alcuni segnali di rallentamento, dovuti soprattutto alla progressiva riduzione delle detrazioni fiscali, storicamente il principale motore degli interventi di riqualificazione.
Il Superbonus, che negli anni scorsi aveva trainato il settore, ha ormai esaurito la sua spinta, mentre Ecobonus e Bonus Casa mostrano segnali di ripresa – pur con le variazioni di aliquota previste per gli anni 2026 e 2027 – e il Conto Termico continua a crescere, così come il contributo della mobilità sostenibile, trainato dagli incentivi per il rinnovo del trasporto pubblico locale.
Per quanto riguarda i Certificati Bianchi, dall’avvio del meccanismo nel 2006, al 2024, sono stati complessivamente certificati risparmi energetici addizionali pari a 29,4 Mtep di energia primaria e riconosciuti circa 59 milioni di TEE (Titoli di Efficienza Energetica), a conferma della rilevanza dello strumento nella promozione dell’efficienza energetica. Tuttavia, i Certificati Bianchi, dopo una crescita nel 2023, sono tornati a flettere, segno che il sistema degli incentivi necessita – come più volte evidenziato dagli operatori del settore e dai soggetti obbligati – di un ripensamento strutturale, per non perdere lo slancio verso l’efficienza sistemica.
Sul fronte delle imprese, l’analisi di ENEA rimarca che il 2024 ha visto un aumento delle diagnosi energetiche obbligatorie, con 569 soggetti che hanno trasmesso diagnosi al portale ENEA Audit102, un incremento del 14% rispetto al 2020 – a testimonianza sia dell’allargamento della platea obbligata sia di una maggiore consapevolezza del ruolo strategico della diagnosi come strumento di gestione energetica. Nel 2024, il DM 256/2024 ha introdotto per le aziende energivore e gasivore l’obbligo di realizzare almeno un intervento di efficienza per accedere alle agevolazioni, legando i benefici a risultati concreti e verificabili: una svolta che punta a rendere più efficace e misurabile l’impatto delle politiche di sostegno.
Uno dei nodi maggiormente critici resta la frammentazione dei Piani Energetici Regionali: solo alcune regioni hanno aggiornato i propri PER (Piani Energetici Regionali) secondo le direttive europee più recenti, mentre molte altre sono ferme a piani datati (risalenti anche a vent’anni fa) o privi di strumenti di monitoraggio, minando così l’efficacia della transizione energetica nazionale. Inoltre, le direttive EED-III e EPBD-IV impongono l’istituzione di Sportelli Unici locali per facilitare la riqualificazione energetica degli edifici: in Italia esistono alcune esperienze pilota, come lo Sportello Energia di Regione Piemonte, ma manca ancora una regolamentazione nazionale che renda questi servizi capillari e strutturati su tutto il territorio, elemento che sarà cruciale nei prossimi anni per garantire un accesso equo e diffuso alle opportunità offerte dalla transizione.
Sul tema edifici, ENEA sottolinea che lo scorso anno sono stati emessi oltre 1,2 milioni di APE (Attestato di prestazione energetica), con una crescita dell’8% rispetto al 2023; le classi energetiche più efficienti sono ancora minoritarie ma in aumento, segno che la sensibilità verso la qualità energetica degli edifici sta crescendo, soprattutto nelle aree di pregio, dove quasi la metà degli immobili compravenduti rientra nelle classi A e B. L’efficienza energetica sta diventando un criterio sempre più importante nelle scelte degli acquirenti, superando la vicinanza ai servizi e affermandosi come elemento centrale anche nelle strategie di valorizzazione immobiliare. L’efficienza energetica sta assumendo una progressiva rilevanza nelle scelte che orientano il mercato immobiliare, avvicinandosi ad altri fattori – come tipologia di immobile e la già citata vicinanza ai servizi.
Nonostante questi progressi, la narrazione pubblica sulla transizione energetica resta spesso critica e burocratica: Enea riporta un’analisi condotta su articoli pubblicati tra gennaio 2024 e giugno 2025, che mostra come il frame comunicativo sia ancora incentrato per la gran parte su toni normativi e allarmisti, che dominano nettamente il dibattito, mentre solo una piccola parte degli articoli adotta un approccio tecnologico-razionale, o enfatizza la dimensione ambientale e sociale delle misure di efficienza.
Il 2025 si preannuncia come un anno decisivo: il recepimento delle nuove direttive europee di settore, l’istituzione degli Sportelli Unici, l’aggiornamento dei PER e il consolidamento del Catasto Energetico Unico saranno i dossier chiave su cui si giocherà la partita della transizione, al fine di assicurare che l’obiettivo di 10,68 Mtep di risparmio al 2030 non resti fuori portata.
Foto: ENEA