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Efficienza energetica: i dati del Rapporto ENEA 2026 e la riorganizzazione degli incentivi
di Martina D’Amico
Nella prefazione del 15° Rapporto annuale sull’efficienza energetica presentato da ENEA lo scorso 9 luglio c’è la frase “la tecnica è lo sforzo per risparmiare sforzo” del filosofo e sociologo spagnolo José Ortega y Gasset. Negli anni compresi tra il 2021 e il 2025 le misure di efficienza energetica monitorate in Italia hanno generato un risparmio complessivo pari a 5,08 Mtep. Un volume, per dare un’idea, che risulta superiore ai consumi elettrici annuali sommati di due regioni con forte trazione industriale come Emilia-Romagna e Veneto e che consente all’Italia di raggiungere l’85% dell’obiettivo intermedio di 6 Mtep fissato dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) per il 2025. Tali risultati emergono nel rapportopresentato da ENEA e delineano una fase di transizione per il settore, caratterizzata da un ridimensionamento degli strumenti di incentivazione tradizionali a favore di meccanismi di natura più strutturale.
In questo scenario, i meccanismi di detrazione fiscale si confermano tra gli strumenti più efficaci, avendo generato, nel quinquennio 2021-2025, 2,67 Mtep di risparmi, pari a circa il 52% del totale conseguito.
Tuttavia, l’analisi del solo anno 2025 evidenzia una riduzione significativa, con un apporto fermo a 0,242 Mtep, in calo del 37% rispetto al 2024 e pari a circa un quarto dei valori registrati nel 2022. La conclusione della fase espansiva del SuperEcobonus, tra le altre cose, ha limitato il contributo dei nuovi progetti conclusi nell’anno a 0,113 Mtep. Parallelamente, anche le misure ordinarie hanno registrato un rallentamento: il Bonus Casa si attesta a 0,057 Mtep, dopo la crescita del 35% segnata nel 2024, mentre l’Ecobonus subisce una contrazione più marcata, passando dagli 0,161 Mtep del 2024 agli 0,072 Mtep del 2025. Nonostante però queste flessioni su base annua, i risparmi cumulati nel quinquennio hanno mantenuto una certa rilevanza, ammontando a 1,47 Mtep per il Superbonus, 0,791 Mtep per l’Ecobonus e 0,375 Mtep per il Bonus Casa.
Visto il ridimensionamento dell’impatto dei bonus edilizi, si rileva una dinamica differente anche per gli strumenti rivolti alla Pubblica Amministrazione e agli operatori economici. Il Conto Termico ha generato nuovi risparmi per 0,131 Mtep nel solo 2025, portando il totale cumulato a 0,476 Mtep. Tale risultato supera le stime attese intermedie del PNIEC, in virtù dei recenti adeguamenti normativi che hanno portato in breve tempo alla saturazione delle risorse disponibili. I Certificati Bianchi hanno invece prodotto un taglio dei consumi pari a 0,115 Mtep nel 2025, segnando un -4,5% rispetto al 2024, mantenendo un dato cumulato di 0,83 Mtep perfettamente allineato con le traiettorie previste dal PNIEC. Nella mobilità sostenibile, invece, i risparmi hanno registrato un calo del 6%, attestandosi a 0,404 Mtep, mentre i progetti finanziati tramite i fondi di coesione mantengono un apporto stabile pari a 0,022 Mtep.
La vera sfida che attende le istituzioni, come ricorda la Presidente di ENEA, Francesca Mariotti, è quella di colmare lo spazio critico che intercorre “tra la conoscenza delle opportunità e la decisione di coglierle”, trasformando la vasta mole di dati e tecnologie disponibili in una reale capacità di scelta e di investimento.
A margine della presentazione del Rapporto, il MASE, per il tramite del Direttore Generale Andrea Maria Felici, ha reso nota la necessità di avviare una riforma del Fondo Nazionale Efficienza Energetica (FNEE). A seguito dello stanziamento di risorse avvenuto con la legge di conversione del decreto Carburanti bis, è prevista una disponibilità di circa un miliardo di euro fino al 2030. L’orientamento del ministero, dunque, è quello di indirizzare lo strumento sia al settore pubblico che ai privati, facendo leva sui Partenariati Pubblico-Privati (PPP) e sul modello degli Energy Performance Contract (EPC), con l’obiettivo di coinvolgere soggetti finanziari per abbattere l’onere degli interessi, oltre ad aumentare la ricerca di nuove coperture finanziarie per rafforzare la misura del Conto Termico.
Infine, a livello di adeguamento normativo europeo, il MASE ha avviato il coordinamento per definire lo schema di decreto legislativo in attuazione della direttiva Case Green, dopo la procedura d’infrazione avviata a marzo contro l’Italia per il mancato invio della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione. Parallelamente, le istituzioni stanno procedendo con il coinvolgimento degli operatori e delle associazioni di settore in vista dell’avvio del sistema ETS2.
Fonte foto: copertina rapporto ENEA