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Agrivoltaico e campi da calcio equivalenti. L’unità di misura di un racconto mancato

Posted: 25 Settembre 2026 alle 10:16   /   by   /   comments (0)

di Mattia Fadda

Tante volte è lo stesso sistema industriale ad avere responsabilità diretta della sfortuna che lamenta. È certamente il caso della difficoltà che gli addetti ai lavori hanno, e di conseguenza lamentano, nel far accettare o almeno tollerare ai territori gli investimenti in impianti agrivoltaici utility scale che propongono.

La legge ha previsto che, a discapito dell’efficienza e delle necessità energetiche del Paese, il fotovoltaico a terra nelle aree agricole sia l’eccezione e che la modalità base di proporre impianti solari debba oggi essere l’agrivoltaico, con tutte le complicazioni del caso, note o incipienti. Il DL Agricoltura (art. 5 del DL 63/2024) e il Testo unico FER (art. 11-bis del D.Lgs. 190/2024) hanno fortemente limitato i pannelli a terra nelle zone agricole e aperto la strada all’agrivoltaico.

Solo che, piccolo problema, le persone sui territori non sanno quasi mai cosa sia un impianto agrivoltaico, quali siano le sue caratteristiche e la sua funzione. Non sanno cioè che un vero agrivoltaico difende la produzione agricola, in certi casi la promuove e, nelle esperienze migliori, persino la innova. I cittadini ne apprendono l’esistenza quando appare, nelle sembianze di malefico spauracchio, in un titolo del giornale locale appoggiato sul frigo dei gelati del bar del paese o nella versione acchiappaclick dello stesso articolo su Facebook. “Riso amaro: 100.000 pannelli fotovoltaici dove un tempo mondava Silvana Mangano”, potremmo un giorno addirittura leggere.

Un disastro annunciato, se si pensa che gli amministratori dei piccoli comuni in cui dovrebbero sorgere questi impianti formano la propria opinione e settano l’agenda proprio in quei bar e su Facebook.
E non solo il Sindaco e l’Assessore del paese  – che ne avrebbero persino il diritto – ma anche gli altri decisori locali e tutta la filiera politica e amministrativa, che passa dalla Regione e arriva fino a Roma: insomma, tutti misurano l’agrivoltaico non in energia prodotta o in produzione agricola lorda vendibile, ma in campi da calcio equivalenti. “Via libera al parco fotovoltaico grande 50 campi da calcio”, “Mega progetto per l’agrivoltaico: piano da 21 milioni e 30 campi da calcio”, titolano i giornali. Campo da calcio is the new pertica.

E non possiamo (non noi di PAA, a dire il vero) neanche lamentarci se non spieghiamo niente a nessuno e poi le comunità locali si spaventano quando leggono “In Toscana il maxi impianto da quasi 8mila pannelli agrivoltaici: la Regione ha detto ‘Sì’”. Poi scopri che è un impianto da 4,8 MW, che per noi addetti ai lavori è di piccola taglia mentre per la stampa e la comunità locale è “maxi”. Non sono cattivi: per loro è davvero grande. Questa distanza di percezione va colmata, e l’onere di farlo è in capo al sistema industriale.

E non osiamo prendercela con la stampa locale e con i giornalisti pagati pochi euro al pezzo, che passano dall’occuparsi della sagra del fagiolo a scrivere della CO2 risparmiata. La maggior parte di loro non è scorretta: è solo un patto inconscio di fedeltà con gli ultimi lettori che comprano il loro giornale e che sono anche i vicini di casa, mentre tu (noi no, in verità) gli mandi un comunicato, riappari dopo quattro mesi di silenzio e l’articolo lo leggi nella rassegna stampa. Ci sono ancora produttori di energia che vogliono costruire impianti grandi e complessi ma non hanno neanche una rassegna della stampa locale dei territori in cui investono milioni di euro.

Non ci si lamenti insomma se, come IPP, non si fa ciò che serve per non subire il rigetto della comunità e il fuoco di fila della stampa locale.


Con Public Affairs Advisors (PAA) e i nostri partner del Gruppo Excellera accompagniamo alcuni clienti nella prevenzione e nella gestione, dall’accettabilità sociale alla comunicazione, delle loro iniziative sui territori. I risultati, per chi imbocca per tempo la via del community engagement e delle relazioni con la stampa locale, ci sono.
Quanto al sistema industriale nel suo complesso, non stupiamoci se nella stragrande maggioranza dei territori e lungo tutta la filiera politica, dal piccolo comune fino a Palazzo Chigi, non si sa bene cosa sia un impianto agrivoltaico. Nessuno dal nostro fronte, quello dei produttori di energia, lo ha ancora raccontato. Ma siamo sempre in tempo.