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Il Governo e i Sistemi Efficienti di Utenza: Quo Vadit?

Pubblicato: 16 gennaio 2016 alle 20:00   /   by   /   commenti (1)

Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, ha risposto qualche giorno fa all’interrogazione del senatore pentastellato Girotto in Commissione Industria del Senato, a proposito di Sistemi di Distruzione Chiusi e di Sistemi Efficienti di Utenza (SEU)[i].  Le dichiarazioni di Giacomelli non lasciano spazio a molte interpretazioni: i vantaggi di costo garantiti all’autoconsumo di energia elettrica dovranno progressivamente dissolversi.

Il sottosegretario ha chiaramente spiegato come il meccanismo legato all’introduzione dei SEU, che ha garantito a questi sistemi svariati benefici economici sia “destinato probabilmente a cambiare”. Il beneficio consiste nel fatto che gli oneri di sistema si pagano quasi unicamente sull’energia prelevata dalla rete e questo, secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, sarebbe incoerente con gli europei sugli aiuti di stato. Si legge infatti nel testo della risposta all’interrogazione che: “ […] le Linee guida comunitarie in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020 e i relativi orientamenti applicativi della Commissione europea portano a concludere che, in via generale, gli oneri diversi da quelli destinati all’incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili (diversi cioè dalla attuale componente A3, per la sola quota riferita al sostegno delle rinnovabili) debbano essere pagati interamente da tutti i consumatori”, mentre “sui soli oneri per l’incentivazione delle fonti rinnovabili sono possibili significative riduzioni, ma esclusivamente per le imprese dei settori manifatturieri a elevata intensità elettrica ed esposte alla concorrenza internazionale”. Per tutte le altre imprese che ad oggi godono dell’esenzione, è previsto un graduale incremento del contributo al finanziamento delle fonti rinnovabili “per giungere, alla fine del 2018, al 20 per cento di quanto pagato dall’analoga impresa che non ha benefici, fermo restando l’incremento al 100 per cento a partire dal 2019”.

A quanto si apprende il Ministero starebbe quindi preparando un decreto per ridimensionare decisamente il privilegio di cui godono i SEU, garantendo eventuali agevolazioni solo ad aziende particolarmente energivore.

E le norme del “Green Economy”?

L’analisi del MISE può essere contestabile, e così è già accaduto da parte di alcuni esperti del settore, ma ciò che risulta quantomeno curioso è che l’annuncio arrivi temporalmente molto vicino alla recente approvazione in Parlamento del Collegato Ambientale (conosciuto come Legge sulla Green Economy) con l’introduzione di importanti novità soprattutto per quanto riguarda i SEU.

Un disegno di legge, c’è da sottolineare, che senza l’appoggio governativo e la promozione decisiva del presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, non avrebbe probabilmente visto una felice conclusione.

Le novità sui SEU sono importanti perché riguardano la qualifica stessa dei Sistemi di autoconsumo, con l’eliminazione del tetto di 20MWe di potenza. Inoltre la “titolarità nel medesimo soggetto giuridico” è sostituita dalla “titolarità di società riconducibili al medesimo gruppo societario”.

Quindi, da una parte il Governo ha voluto estendere fortemente la qualifica SEU, sia in termini di potenza che di soggetti e dall’altro lato fa marcia indietro dichiarando di voler cancellare gli eccessivi benefici.

È facile prevedere che se non ci saranno più differenze di aliquote per i consumatori tradizionali e quelli in autoconsumo, gli investimenti saranno probabilmente in flessione. Il lungo iter normativo che ha portato i SEU ad essere introdotti nel 2008, ma di fatto disciplinati dall’Autorità solo nel 2014, risulterà quindi vano? Governo, quo vadit?

[i] I SEU sono configurazioni di sistemi alimentati da impianti a rinnovabili o di cogenerazione ad alto rendimento, gestiti da un solo produttore, anche diverso dal cliente finale, direttamente connessi tramite un collegamento privato ad un’unità di consumo e realizzati sul posto. Si va dall’impianto fotovoltaico sul tetto di casa a sistemi più grandi in cui ad esempio un operatore vende energia ad un’azienda producendola direttamente sul posto con cogeneratori o FV.

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