In Primo Piano, Post in evidenza, Sostenibilità
DL ILVA: tra le misure anche il distretto industriale Brindisi-Taranto di accelerazione per le tecnologie net-zero
di Redazione
Le Commissioni riunite 9ª (Industria) e 10ª (Affari sociali) del Senato sono attualmente impegnate, tra l’altro, con l’esame del decreto-legge n. 185/2026 “Misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’ex ILVA e dell’indotto e per il rilancio industriale del territorio”, cd. DL Sostegno ILVA(S.2025).
Approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 ed entrato in vigore il 17 ottobre, il decreto istituisce, all’articolo 7, il distretto industriale “Brindisi Taranto” di accelerazione per le tecnologie a zero emissioni nette, ai cui progetti di investimento si applicano le agevolazioni procedurali, anche in materia ambientale, di cui all’art. 18 del reg. UE 2024/1735.
I progetti sono considerati di interesse pubblico prevalente per quanto riguarda gli obblighi o gli impatti ambientali di cui all’articolo 4, paragrafo 7, della direttiva 2000/60/CE, all’articolo 9, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2009/147/CE all’articolo 6, paragrafo 4, e all’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 92/43/ CEE del Consiglio, e di cui agli atti legislativi dell’Unione europea sul ripristino della natura, se sono rispettate le condizioni previste in questi atti.
Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto, con decreto MIMIT-MEF-MASE, sono individuate le aree ricomprese nel distretto, e gli strumenti per aumentarne l’attrattività.
Il Dipartimento per il Sud è individuato quale punto di contatto unico per le autorizzazioni dei progetti presentati nel distretto, a cui si applica il regime autorizzatorio semplificato di cui all’art. 14 del DL 124/2023, per i progetti nella ZES unica del Sud.
Nella giornata di martedì 27 ottobre, si è svolto nelle commissioni 9° e 10° del Senato un ciclo di audizioni. Tra i soggetti auditi c’erano Confindustria Taranto, CNA, Confartigianato, Casartigiani e Federmanager.
Confindustria Tarantoha auspicato un rapido svincolo dei terreni già individuati nell’area dell’ex ILVA, evidenziando l’urgenza di dare risposte agli investitori: “abbiamo ogni giorno, fortunatamente, richieste di nuovi insediamenti e quindi non abbiamo aree da poter assegnare”. Ha aggiunto che Confindustria ha fatto da tramite attraendo circa 20-25 progetti su “rinnovabili, idrogeno e sostenibilità e decarbonizzazione della stessa ILVA“, prontamente girati al MIMIT.
CNA, Confartigianato e Casartigiani hanno espresso una valutazione positiva sul decreto, definito un “segnale importantissimo di attenzione”, pur esprimendo preoccupazioni sull’industria siderurgica. Hanno giudicato soddisfacenti e positive misure come la riduzione da 50 a 10 milioni della soglia degli investimenti nell’area ex ILVA, la corsia preferenziale di sviluppo e il distretto di accelerazione di Brindisi-Taranto. Tuttavia, hanno evidenziato la mancanza di una visione di lungo termine, che non può essere colmata solo dalle misure presenti nel decreto: il percorso meriterebbe “una disciplina speciale per Taranto e un intervento unitario con una governance stabile”, superando la frammentazione degli interventi emergenziali. Hanno infine richiesto correttivi urgenti sui costi della transizione, che rischia di essere “assolutamente insostenibile”, ribadendo che la tutela della salute e dell’ambiente rimane la priorità.
Federmanager ha accolto positivamente e con apprezzamento l’istituzione del distretto di accelerazione di Brindisi-Taranto, definito uno strumento strategico “importante“ per incentivare i nuovi investimenti e sostenere i processi di conversione. Ha inoltre sottolineato la necessità di promuovere politiche di valorizzazione della managerialità locale, anche attraverso uno strumento simile come quello del distretto, che favoriscano il ricollocamento dei dirigenti e incentivino le imprese del territorio ad acquisirne le competenze.
L’esame del decreto-legge proseguirà nelle prossime settimane.
Fonte foto: Il Sole24Ore