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Pre-COP31: il Sottosegretario Barbaro in missione alle Fiji (…Aspettando la COP31 di Antalya)
di Redazione
A Denarau Island (Fiji) vanno in scena dal 5 all’8 ottobre i lavori preparatori della 31ª Conferenza delle Parti UNFCCC. Si tratta di un appuntamento molto atteso dagli stakeholder, che anticipa di circa un mese la COP31 di Antalya in Turchia (9-20 novembre) e che vede la partecipazione di ministri e alti rappresentanti delle Istituzioni impegnati a discutere sui temi centrali dell’agenda climatica.
Come sottolineato in una nota del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Pre-COP31 mira a costruire consenso e a restringere le divergenze sulle politiche per il clima mettendo al centro del dibattito temi strategici come il mantenimento dell’obiettivo di aumento della temperatura globale di 1,5 gradi, il rafforzamento dell’attuazione dell’Accordo di Parigi, il miglioramento nell’accesso alla finanza climatica, la valorizzazione del nesso oceano-clima e – più in generale – il sostegno ad una transizione energetica «giusta e inclusiva».
All’importante forum multilaterale nell’arcipelago delle Fiji, il Governo italiano è rappresentato dal Sottosegretario al MASE Claudio Barbaro il quale parteciperà a diverse sessioni, sia tematiche che keynote. Per Barbaro «la COP31 deve essere anzitutto la COP dell’attuazione: gli obiettivi sono stati definiti dall’Accordo di Parigi e confermati dal primo Global Stocktake e ora la priorità è rafforzare la nostra capacità collettiva di realizzarli». Carico di significati, anche simbolici, è il luogo di questa Pre-COP31 ossia il Pacifico che, come noto, è contraddistinto da un preoccupante innalzamento del livello del mare e le cui popolazioni hanno maturato una forte consapevolezza dell’importanza del contrasto ai cambiamenti climatici. È lo stesso Sottosegretario Barbaro a rimarcare come proprio il Pacifico abbia «già definito l’ambizione per un futuro energetico pulito, sicuro e resiliente» e che è fondamentale agire «mobilitando risorse e investimenti a sostegno di una transizione guidata dalle priorità della regione», con l’obiettivo di far diventare l’azione oceano-clima «una componente sempre più concreta dell’attuazione dell’Accordo di Parigi». L’esponente del MASE sottolinea inoltre che – guardando alla COP31 di Antalya – un risultato che possa definirsi equilibrato «dovrebbe poggiare su mitigazione, adattamento e accesso alla finanza, e su una transizione giusta pratica, inclusiva e snella».
Fonte foto: sito MASE