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Acqua, Italia prima per consumi in Europa: molti gli utilizzi, troppe le dispersioni

Pubblicato: 20 ottobre 2017 alle 15:12   /   by   /   commenti (0)

Italia prima in Europa per consumo medio d’acqua pro-capite. Sono 241 i litri che ogni anno consumiamo singolarmente.  Il consumo medio pro-capite in Nord Europa è di180-190 litri. Il rapporto 2017 “Le risorse idriche nell’ambito della circular economy”, presentato da Srm (Studi Ricerche Mezzogiorno) nell’ultima giornata del Festival dell’Acqua 2017, la manifestazione organizzata a Bari da Utilitalia in collaborazione con Acquedotto pugliese, traccia un quadro che deve molto far riflettere tutti, il singolo cittadino, le Istituzioni, gli operatori.

La European Environment Agency (EEA) stima per il nostro Paese un indicatore di sfruttamento idrico (WEI) pari al 24%, fra i più elevati nel contesto europeo. L’Italia è in quarta posizione dopo Cipro, che registra un WEI pari al 64%, Belgio (32%) e Spagna (30%).

In Italia si continua ad utilizzare molta acqua e questo nonostante la forte scarsità della risorsa. Ma il problema che affligge maggiormente il settore è la dispersione della stessa: i capoluoghi di provincia localizzati nel Mezzogiorno realizzano complessivamente, nel settore civile, una perdita del 47%, che si confronta con il 34% del Centro-Nord.

Nel Mezzogiorno la situazione risulta decisamente critica anche a causa di una minore disponibilità naturale, di una elevata concentrazione delle precipitazioni in alcuni periodi dell’anno e di una conformazione idrogeologica del tutto particolare. Ma è anche a causa dell’organizzazione del servizio idrico nel Mezzogiorno, non è pienamente adeguata alla normativa nazionale, ha precisato il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, presente al convegno in cui è stato presentato il rapporto.

Il Ministro ha anche parlato della necessità di un vero e proprio Piano ‘Industria 4.0’ dell’acqua”, riferendosi a una visione industriale che permetta di uscire da un’emergenza destinata ad aggravarsi se le cose non dovessero cambiare. Dall’analisi del sistema infrastrutturale emerge infatti che il settore idrico italiano soffre di un forte gap in termini di investimenti: Il fabbisogno di interventi da realizzare affinché il settore diventi efficiente nell’arco di qualche decennio è stimato in almeno 65 miliardi di euro. Oltre 25 miliardi di euro nei primi 5 anni (pari a circa 83 €/abitante per anno). Più del 35% per il solo Mezzogiorno (pari a poco meno di 9 miliardi di €).

I dati di bilancio delle aziende segnalano tuttavia una ripresa degli investimenti nel triennio. Nel 2015 a livello mediano le imprese investono il 9,3% del proprio fatturato. Rilevanti risultano essere gli assetti proprietari e la dimensione: le imprese che investono di più sono quelle a capitale misto, seguono le imprese pubbliche e quindi le imprese private e le imprese di maggiori dimensioni.

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