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Non esistono lobby brutte e cattive. Ma è nata quella buona

Pubblicato: 28 Novembre 2019 alle 12:28   /   by   /   commenti (0)

di Mattia Fadda

È nata la sezione italiana della no-profit con sede a Bruxelles The Good Lobby fondata da Alberto Alemanno.

The Good Lobby Italia sarà diretta da Federico Anghelè, studioso di storia della politica, manager e attivista che ha condotto al successo diverse importanti campagne di Riparte il futuro, associazione che ora confluisce in The Good Lobby. Riparte il futuro era una grande comunità digitale che si occupava di anticorruzione e trasparenza (ad essa sono ascrivibili l’approvazione del FOIA Italiano e della normativa sul whistleblowing). Ora gli attivisti allargano la propria sfera di influenza e la mission stessa. Da obiettivi importanti ma contingenti se ne danno di grandi e sfidanti: “rendere più democratica, unita ed equa la società in cui viviamo” recita il sito dell’associazione.

Interessanti sono gli strumenti che essi stessi decidono di offrire al cittadino che sceglie di mobilitarsi con loro. Andando infatti oltre la retorica del lobbying come strumento del potere economico, la no-profit dichiara apertamente che influenzerà le decisioni pubbliche e farà pressione su politici, funzionari e potenti. “Vogliamo fare lobbying per buone cause” dicono. Gli stessi promotori svelano perciò una realtà che chi frequenta i luoghi della decisione sa bene. Non esistono le lobby brutte e cattive ma buone o cattive cause, professionisti etici vs. dilettanti e praticoni poco raccomandabili. Lo spazio democratico è quello in cui si contemperano le ragioni emergenti di portatori legittimi di un interesse circoscritto o settoriale con quelle di altri portatori di interessi altrettanto legittimi, più o meno diffusi ma sempre parziali. Tendere all’interesse generale è cosa ben diversa dal professarsi rappresentanti della volontà generale. In questa chiave la scelta di utilizzare gli strumenti del lobbying “per la difesa dei diritti di tutti” è una professione d’intenti nobile e una buona notizia in termini di efficacia delle campagne, oltre che un passo avanti nella conoscenza della professione del lobbista da parte del grande pubblico. In bocca al lupo a The Good Lobby Italia.