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PNRR: il Governo approva l’ultima revisione (e nel frattempo incassa la nona rata)
di Redazione
Lo scorso 3 giugno a Palazzo Chigi si è svolta la Cabina di regia del PNRR che ha esaminato l’ultima proposta di revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Come riportato nel comunicato diramato a margine dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, la revisione «ha carattere prevalentemente tecnico ed è volta a rafforzare l’efficacia complessiva del Piano nella fase conclusiva della sua attuazione». In particolare, le modifiche proposte alla Commissione europea da parte del Governo italiano si soffermano su alcune criticità emerse durante l’attuazione dei progetti e sono finalizzate principalmente «a semplificare le procedure necessarie al completamento degli investimenti e a ridurre gli oneri amministrativi e burocratici, favorendo una più efficiente gestione delle attività di monitoraggio e rendicontazione finale».
I principali capitoli della rimodulazione – quantificata in 2,1 miliardi di euro – sono stati illustrati dal Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti nel corso di un’audizione presso le Commissioni riunite Bilancio e Politiche UE di Camera e Senato. Nel dettaglio, una cifra pari a 200 milioni di euro è destinata all’efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica, al fine di ricomprendere le domande non soddisfatte mediante lo stanziamento previsto inizialmente. Per quanto riguarda poi la misura Industria 5.0 il Governo intende trasferirvi 700 milioni, mentre – ha spiegato Foti – «un miliardo è riservato all’housing con uno strumento finanziario con l’obiettivo dell’efficientamento energetico, 173 milioni di euro vengono trasferiti sullo strumento finanziario relativo alle comunità energetiche, 32 milioni per le piccole e medie imprese per l’autoproduzione di energia, e 94 milioni per l’acquisto di nuovi treni elettrici».
Naturalmente ai nuovi stanziamenti corrispondono una rivisitazione di altre misure del PNRR e, conseguentemente, una serie di tagli per diversi dicasteri. Per esempio, al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica la riprogrammazione comporterà una riduzione di 33 milioni di euro già destinati dal PNRR per le colonnine elettriche, di 73 milioni per l’investimento fognatura e depurazione, di 100 milioni di agrivoltaico e di 26 milioni relativi agli investimenti dell’approvvigionamento sostenibile delle materie prime critiche. Dal Ministero dell’agricoltura provengono invece 158 milioni di euro per il parco agrisolare in quanto – così Foti – «vi erano dei programmi non coerenti con le tempistiche del Piano».
In attesa del via libera di Bruxelles alla proposta di revisione, l’Italia ha intanto ricevuto il pagamento della nona (e penultima) rata del PNRR pari a 12,8 miliardi di euro, portando così a 166 miliardi di euro l’ammontare totale delle risorse ricevute dal nostro Paese. Per il Ministro Foti è la conferma del «conseguimento del 100% degli obiettivi programmati nei tempi stabiliti, ossia 416 milestone e target che corrispondono a oltre l’85% della dotazione economica complessiva del Piano italiano e a circa tre quarti degli obiettivi previsti fino alla decima e ultima rata».