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National Escape Clause: le Comunicazioni del Ministro Giorgetti e le risoluzioni approvate
di Redazione
Mercoledì 5 agosto, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti è intervenuto prima alla Camera e poi al Senato per le Comunicazioni del Governo in merito all’avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale.
Il Ministro Giorgetti ha illustrato il quadro della nuova governance economica europea, soffermandosi sull’estensione della National Escape Clause (NEC) anche agli interventi per la sicurezza energetica, ottenuta su proposta dell’Italia insieme ad altri Stati membri. La nuova disciplina consente di utilizzare ulteriori margini di flessibilità fino allo 0,3% del PIL annuo, per un massimo dello 0,6% cumulato nel triennio 2026-2028, da destinare a misure strutturali in grado di rafforzare la sicurezza energetica, accelerare la transizione verde e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e dagli approvvigionamenti esteri. Giorgetti ha precisato che non rientrerebbero tra gli interventi ammissibili misure temporanee come riduzioni delle accise o sussidi ai prodotti energetici fossili, mentre potranno essere valutati interventi coerenti con le iniziative europee Accelerate EU ed Electrification Action Plan.
Il Ministro ha inoltre chiarito che, allo stato, “non sembrerebbero ammissibili, differentemente alla clausola difesa, spese registrate negli anni successivi del 2028”, annunciando interlocuzioni con le Istituzioni europee per verificare la possibilità di includere investimenti avviati nel triennio 2026-2028 ma destinati a produrre effetti su un orizzonte temporale più lungo. Ha anche ricordato che l’utilizzo degli spazi di flessibilità per la sicurezza energetica resta subordinato all’impiego di quelli destinati alla difesa e deve comunque rispettare il limite complessivo dell’1,5% del PIL annuo. Gli Stati membri interessati dovranno presentare entro la metà di agosto la richiesta di attivazione o di estensione della NEC, indicando le principali misure da finanziare, i relativi costi e i rischi, mentre la Commissione europea dovrebbe esaminare le richieste a settembre, con una successiva decisione del Consiglio ECOFIN attesa a ottobre.
Giorgetti ha poi richiamato gli obblighi di monitoraggio connessi all’utilizzo della clausola. Gli Stati membri dovranno trasmettere alla Commissione europea aggiornamenti due volte l’anno, entro il 15 aprile e il 15 ottobre, in corrispondenza dei principali appuntamenti di programmazione di bilancio. Il monitoraggio servirà a verificare, in una prima fase, se gli eventuali scostamenti dalla traiettoria di spesa siano riconducibili all’aumento delle spese per la difesa e, qualora ciò non fosse sufficiente, se derivino dall’utilizzo dei margini concessi per gli interventi in materia di sicurezza energetica. Il Ministro ha tuttavia evidenziato che la NEC opera esclusivamente sul percorso della spesa netta e non neutralizza l’impatto degli interventi sul deficit, che continuerà a rappresentare il principale parametro di riferimento nell’ambito della procedura per disavanzo eccessivo. Per questo motivo, la definizione del piano sarà subordinata anche all’aggiornamento dei conti pubblici atteso a fine settembre e alla verifica della compatibilità degli interventi con gli obiettivi complessivi di finanza pubblica.
In conclusione, il Ministro ha evidenziato che il Governo intende presentare un piano che preveda quindi “un incremento complessivo della spesa per gli interventi connessi alla sicurezza energetica di circa lo 0,6% del PIL e per la sicurezza e difesa di circa lo 0,9% del PIL”. Gli interventi potranno riguardare famiglie, imprese, infrastrutture energetiche e settore pubblico e saranno coordinati con il Piano Sociale per il Clima. La ripartizione delle risorse tra i diversi esercizi e le misure attuative sarà definita nell’ambito della prossima legge di bilancio, al termine del confronto con la Commissione europea e dopo il previsto passaggio parlamentare ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 243 del 2012. Solo in quella fase sarà quantificato formalmente il ricorso agli spazi di flessibilità e il Parlamento delibererà lo scostamento di bilancio.
Al termine della discussione in Aulla alla Camera è stata approvata la risoluzione di maggioranza n. 6-00287 [Testo 2] che impegna il Governo a:
- adottare le opportune iniziative per l’avvio della procedura relativa alla richiesta della clausola nazionale di salvaguardia in merito alle spese volte a rafforzare la resilienza del sistema energetico e la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6 per cento del PIL nel periodo di riferimento;
- presentare al Parlamento, a seguito dell’adozione della raccomandazione da parte del Consiglio che autorizza ad avvalersi della clausola e dell’aggiornamento del quadro di finanza pubblica, la relazione di cui all’articolo 6 della legge 243/2012 (sugli scostamenti dall’obiettivo programmatico strutturale) che, nelle more del completamento dell’attività del gruppo di lavoro sulla riforma della normativa di contabilità e finanza pubblica, autorizzi il ricorso allo scostamento dal percorso della spesa netta indicato nel Piano strutturale di bilancio.
L’Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza n. 3, identica a quella approvata dalla Camera.
Fonte foto: Camera.it