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Il futuro dell’energia in Europa: le audizioni parlamentari di Hoekstra e Séjourné
di Martina D’Amico
Martedì 31 marzo si è tenuta l’audizione del Commissario europeo al Clima, Wopke Hoekstra, presso le Commissioni 4ª Politiche UE, 8ª Ambiente e 9ª Industria riunite del Senato e VIII Ambiente e XIV Politiche UE della Camera. Il confronto con i rappresentanti del Governo si è focalizzato sulle sfide della transizione energetica e sulla competitività dell’Unione Europea.
I temi principali al centro del dibattito sono stati il sistema ETS, le fonti rinnovabili e l’energia nucleare. Riguardo al meccanismo di scambio delle quote ETS, recentemente discusso in Consiglio europeo, Hoekstra ha risposto alle domande dei parlamentari riconoscendo che “non ci sia alcuno strumento politico che sia perfetto“. Tuttavia, ha precisato che l’ETS “è uno strumento di mercato che funziona molto bene, dovremo probabilmente rivederlo, renderlo migliore, ma ha fatto un buon lavoro negli anni passati“. Nel breve termine, l’Europa interverrà sui parametri di riferimento e sul meccanismo di stabilità per assicurarsi che “il sistema non abbia troppa volatilità“. Successivamente, a metà del 2026, è prevista una revisione strutturale volta a introdurre maggiore flessibilità e condizionalità, per assicurare che le aziende possano recuperare i costi sostenuti.
Allargando la prospettiva alla crisi energetica in corso, a fronte degli allarmi di Bruxelles su possibili interruzioni prolungate degli approvvigionamenti, il Commissario ha affermato: “Dobbiamo fare i conti con la possibilità di una recessione globale“. Per mitigare tale impatto, l’Unione Europea sta lavorando per concedere agli Stati membri maggiore flessibilità in termini di tassazione e costi di rete per alleggerire le bollette. Inoltre, per svincolarsi dalla dipendenza esterna, Hoekstra ha delineato: “Se vogliamo avere un’indipendenza dobbiamo migliorare questa transizione“. Ha quindi evidenziato il bisogno di una maggiore elettrificazione e interconnessione, spingendo sulle rinnovabili e sullo stoccaggio in batteria, aggiungendo che si necessita anche del nucleare, con un’attenzione particolare ai reattori di piccola taglia (SMR).
L’accento è stato posto anche sulla mancanza di un vero mercato unico dell’energia, definita dal Commissario “una lacuna della cooperazione, dobbiamo essere più connessi, che vuol dire essere più efficienti“. Questo cambio sarà fondamentale a livello europeo, ma ancor di più per l’Italia che, a causa della sua elevata dipendenza dall’import, come ha suggerito il Commissario al clima, dovrebbe avviare un percorso per aumentare la propria autonomia. Infine, rispondendo alle domande dei parlamentari sulla sua visione del Green Deal, Hoekstra ha concluso: “Non sono un ideologo, voglio solo fare quello che è giusto per la competitività, per il clima e per l’indipendenza del nostro continente“. Ha infine annunciato l’arrivo di un nuovo pacchetto di misure per l’adattamento ai cambiamenti climatici entro l’ultima parte dell’anno.
Mercoledì 8 aprile si è invece tenuta l’audizione del Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale, Stéphane Séjourné, presso le Commissioni Ambiente, Attività produttive e Politiche Ue della Camera e le Commissioni Industria e Politiche Ue del Senato. Il suo intervento si è concentrato sulle soluzioni a lungo termine necessarie per affrontare la crisi energetica, chiarendo che all’industria europea non bastano “tappabuchi“. “Dobbiamo produrre di più in Europa, e quindi un’energia che sia sovrana“, ha spiegato il Vicepresidente.
Interrogato sul possibile uso di gas russo per coprire gli ammanchi dai fornitori del Golfo, Séjourné ha ribadito che la guerra in Ucraina perdura e che attualmente non vede un consenso europeo per una ripresa degli approvvigionamenti da Mosca: “Sostituire una dipendenza con un’altra non è mai stata la soluzione“.
Riguardo alle crescenti tensioni internazionali, come la crisi in Iran, e all’eventualità di una deroga al Patto di stabilità, ha precisato di non avere ancora il mandato per specificare dettagli di merito, ma ha rassicurato le istituzioni sul poter contare sulla Commissione quando ci sono crisi sistemiche e tensioni a livello internazionale per ottenere una maggiore flessibilità. La Commissione, ha aggiunto, ha sempre fornito strumenti agli Stati membri su questioni “di vita o morte per l’industria europea“, sottolineando che non lascerà che l’industria sprofondi e i cittadini non siano tutelati da crisi sistemiche.
Infine, un passaggio importante ha riguardato la frammentazione del mercato interno. Séjourné ha evidenziato l’esistenza di “dieci barriere economiche fondamentali che hanno un grande impatto economico“, legate nella gran parte dei casi alle legislazioni nazionali. Da qui, l’appello lanciato ai parlamentari italiani ed europei: “Nei prossimi anni abbiamo bisogno di eliminare questi ostacoli, queste barriere per poter costruire il mercato interno. Questo è una priorità per la Commissione europea e con gli Stati membri vogliamo mettere la questione delle barriere al centro della nostra politica”.