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Ddl Delega Nucleare Sostenibile: prima approvazione in Aula alla Camera
di Redazione
Il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile (A. C. 2669-A e abb.) è approdato martedì 26 maggio, in Aula alla Camera, dopo l’approvazione in sede referente da parte delle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive.
Il testo approda in Aula con novità ridotte, nonostante i circa 500 emendamenti presentati nel corso dell’esame in Commissione. Il Governo punta ora a chiudere rapidamente l’iter, come confermato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha indicato nella pausa estiva l’orizzonte auspicato per il completamento del passaggio parlamentare.
Il provvedimento rappresenta l’esito di un percorso avviato già nel 2024, quando il gruppo di lavoro incaricato dal MASE e coordinato dal Prof. Guzzetta ha elaborato una prima bozza del testo. Dopo l’esame in Consiglio dei Ministri e il confronto con Conferenza Unificata, ANCI e UPI, il disegno di legge è stato trasmesso alla Camera nell’ottobre 2025, dove le Commissioni VIII Ambiente e X Attività Produttive ne hanno avviato l’esame lo scorso gennaio. Nel corso dell’esame parlamentare sono state inoltre svolte audizioni con rappresentanti del mondo industriale, delle associazioni e degli esperti del settore, dalle quali sono emerse diverse indicazioni recepite nel testo oggi destinato all’Assemblea.
In particolare, giova evidenziare che il provvedimento conferisce al Governo una delega da esercitare entro 12 mesi per definire la disciplina del nucleare sostenibile, con l’obiettivo di rafforzare sicurezza energetica, decarbonizzazione e competitività. Tra le principali modifiche introdotte in Commissione vi rientrano l’estensione della disciplina alla fabbricazione e al riprocessamento del combustibile nucleare, l’inclusione della fusione e dell’impiego del nucleare in ambito navale e marittimo, nonché il coinvolgimento del Ministero della Difesa nella predisposizione dei decreti attuativi.
Il testo disciplina l’intero ciclo di vita degli impianti e mantiene prudente l’approccio sulla governance della sicurezza, limitandosi a prevedere la possibile istituzione di un’autorità indipendente. Sul fronte territoriale, vengono introdotti criteri per contenere l’impatto delle installazioni, misure compensative per le aree coinvolte e la possibilità di autocandidature per i siti di stoccaggio dei rifiuti radioattivi.
Tra gli emendamenti approvati risulta necessario richiamare quello volto a valorizzare le filiere nazionali ed europee nell’approvvigionamento dei componenti per i nuovi impianti, misura accolta positivamente dal comparto industriale come leva per rafforzare competitività e sicurezza delle forniture. Infine, particolare attenzione viene altresì dedicata all’informazione da rendere ai cittadini “con particolare riferimento alla sua sicurezza e sostenibilità, da realizzare anche mediante l’utilizzo di strumenti digitali e di canali di comunicazione idonei ad assicurare trasparenza e accessibilità” e per il quale viene autorizzata una spesa pari a 1,5 milioni di euro per l’anno 2025 e di 6 milioni di euro per l’anno 2026.
In tale contesto si inserisce l’intervento del Sottosegretario di Stato per l’Ambiente e la sicurezza energetica, Claudio Barbaro, il quale ha dichiarato nel corso della seduta dello scorso 26 maggio che “(..) il disegno di legge su cui oggi discutiamo rappresenta una scelta strategica di lungo periodo con cui il Governo intende riportare l’energia nucleare sostenibile all’interno delle politiche energetiche nazionali. (..) Come ha spesso ricordato il Presidente del Consiglio, la questione energetica non può essere affrontata con approcci ideologici: occorrono realismo, responsabilità e capacità di guardare al futuro. (..) Il Governo ritiene che la sicurezza energetica sia un pilastro della sicurezza nazionale: la dipendenza dall’estero, soprattutto nei momenti di crisi geopolitica, espone il Paese a vulnerabilità che incidono sui costi dell’energia, sulla competitività delle imprese e sulla stabilità economica. (..) Il nucleare sostenibile, riconosciuto dall’Unione europea come tecnologia a basse emissioni, è uno strumento fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Dalle principali analisi energetiche e dalle più recenti valutazioni tecniche si evince che la domanda elettrica è destinata a crescere in modo significativo nei prossimi anni, spinta dall’elettrificazione dei consumi, dallo sviluppo dei data center, dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione industriale. Le rinnovabili restano centrali. Tuttavia, da sole non possono ancora garantire continuità, programmabilità e stabilità dei prezzi. Il nucleare non si contrappone alle rinnovabili, ma le integra, le sostiene e ne consente una piena valorizzazione. È un pilastro aggiuntivo, non alternativo, per raggiungere gli obiettivi climatici e per assicurare un sistema elettrico equilibrato e competitivo. (..).”
L’esame in Aula – conclusosi con l’approvazione in prima lettura il 4 giugno – rappresenta dunque un passaggio decisivo non solo per definire il futuro quadro normativo del settore, ma anche per chiarire quale ruolo il nucleare potrà assumere nel mix energetico italiano dei prossimi decenni.