Energie in gioco tra scienza, ambiente e società.
Iscriviti alla Newsletter

Upstream Italia, lo stop in Val d’Agri affossa la produzione

idrocarburi sicurezza operazioni offshore
Pubblicato: 15 febbraio 2017 alle 7:50   /   by   /   commenti (0)

2016 anno nero per l’upstream italiano. I dati forniti dalla Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche- Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse del Ministero dello Sviluppo Economico dicono quasi da soli, senza bisogno di commento, quanto l’attività di estrazione dei gas e petrolio sia calata durante lo scorso anno perlopiù a causa di vicissitudini che attengono alla cronaca giudiziaria del nostro Paese.

Sulla terraferma, per quanto riguarda il gas, i dati sul 2016 registrano una produzione di 1,75 miliardi di tonnellate di metri cubi, quando nel 2015 si era toccata la cifra di 2,35 miliardi. La maggiore flessione, che ha fatto precipitare il numero su scala nazionale, si è registrata in Basilicata dove la produzione è passata dai 135 milioni di mc di marzo ai 596 mila di aprile, continuando con questo trend sino a dicembre. Il calo coincide ovviamente con lo stop della produzione in Val D’Agri, a seguito dei procedimenti giudiziari della procura di Potenza, che ha portato al sequestro, il 31 marzo scorso, del Centro Olio di Viggiano. Lo stesso dicasi per la produzione di petrolio in Basilicata dove le estrazioni sono scese del 39%. In termini nazionali, nel 2016 il petrolio ha visto la produzione calare di circa il 31% rispetto al 2015, con una differenza di circa 1,6 milioni di tonnellate.

Per quanto riguarda l’estrazione in mare, sul minor output di gas hanno pesato anche il -17,5% dell’Alto Adriatico (Mare zona A, oltre 500 mln mc in meno) e il -8,5% del basso Adriatico e Ionio (zona D -55 mln mc) in parte compensati dai ben 335 mln mc in più del Medio Adriatico (zona B). Stabile invece la produzione offshore del petrolio.

È evidente che tutto questo abbia avuto ripercussioni sull’ammontare delle royalties versate dalle compagnie petrolifere a Stato ed Enti Locali. Se nel 2015 lo Stato aveva incassato 55 milioni di euro, nel 2016 la cifra è scesa a quasi 38 milioni. Più di 100 milioni sono invece arrivati alle Regioni nelle quali sono presenti attività estrattive oli & gas, ma nell’anno precedente – nel 2015 – la cifra arrivava a 163 milioni di euro. Per la Basilicata il tracollo maggiore, con una differenza sui due anni 2015-2016 di oltre 55 mln in meno. Tra i Comuni, quello che ha incassato la cifra maggiore nel 2016 è Viggiano (Potenza), dove è presente lo stabilimento di Eni, con quasi 10 milioni di gettito royalties (ma erano quasi 16 l’anno precedente). È ovviamente scesa anche l’ammontare destinato al fondo ambiente e sicurezza: esso dovrà contare su circa 10 milioni di euro in meno (dai 31 milioni del 2015 ai 21 milioni del 2016).

Il nostro sito usa i cookie per poterti offrire una migliore esperienza di navigazione. I cookie che usiamo ci permettono di conteggiare le visite in modo anonimo e non ci permettono in alcun modo di identificarti direttamente. Clicca su OK per chiudere questa informativa, oppure approfondisci cliccando su Cookie policy completa. Cookie Policy Completa | OK