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Rinnovabili 2030: l’Unione Europea trova l’intesa sul target al 32%

Pubblicato: 20 giugno 2018 alle 17:52   /   by   /   commenti (0)

Mercoledì 13 giugno si è concluso il negoziato informale tra Commissione europea, Consiglio dell’Ue e Parlamento europeo nell’ambito del Trilogo sulla Renewable Energy Directive (Direttiva RED II). Al termine di una trattativa protrattasi sino a tarda notte, le istituzioni comunitarie hanno infatti raggiunto l’accordo in tema di obiettivi europei di produzione da rinnovabili al 2030, fissando il target al 32%. L’intesa segna anche un importante passo avanti in materia di autoconsumo, grazie alla previsione dell’esenzione dagli oneri di rete per gli impianti di autoproduzione fino a 25 kW di potenza.

Si tratta di un esito tutt’altro che scontato tenuto conto delle distanze iniziali tra Consiglio e Europarlamento: ricordiamo infatti che il 17 gennaio scorso proprio gli europarlamentari avevano approvato con il 70% di voti favorevoli l’innalzamento degli obiettivi per le fonti rinnovabili al 35% – anziché al 27% inizialmente proposto dalla Commissione europea e avallato dal Consiglio dell’Ue. In tal senso va riconosciuto al ministro bulgaro dell’energia Temenuzhka Petrova il merito di aver coordinato i lavori del Trilogo all’insegna di quello spirito di mediazione che incarna al meglio – e non è un difetto – il funzionamento dei meccanismi decisionali dell’Unione europea, rispettando anche il timing di giugno utile a evitare l’eventuale passaggio di consegne in vista della concomitante scadenza del mandato semestrale della presidenza bulgara. Un ruolo importante è stato svolto anche dal Commissario europeo per l’Energia e il Clima, Miguel Arias Cañete, da sempre sostenitore di un target più ambizioso e che più volte si è scontrato con il blocco di Stati membri contrario a qualsiasi aumento nel timore che non fosse alla portata degli operatori e delle policy nazionali. Su queste premesse è partita la difficile trattativa al fine di giungere a un compromesso tra la volontà del Parlamento di Bruxelles e le diverse istanze dei ministri dei singoli governi, questi ultimi a loro volta divisi tra favorevoli a un superamento del 27% senza tuttavia spingersi sino al 35% (Germania, Austria, Francia, Olanda, Danimarca e Lussemburgo) e un fronte pro 35% composto da Svezia, Portogallo cui nei giorni precedenti il meeting decisivo del 13 giugno si sono aggiunti i neo ministri Luigi Di Maio per l’Italia e Teresa Ribera per la Spagna.

Ora che l’accordo è stato raggiunto, si dovrà procedere alla ratifica secondo le modalità proprie di Europarlamento, Consiglio e Commissione europea in modo da formalizzare l’epilogo del Trilogo.

Nel frattempo sono giunte le reazioni del neo ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha commentato positivamente le misure sull’autoconsumo («grazie alla direttiva cambierà anche il paesaggio ambientale delle nostre città, nelle quali si vedranno sempre più pannelli fotovoltaici per l’autoconsumo e ci saranno indiscutibili vantaggi per le cooperative energetiche, poiché sarà più semplice realizzare i progetti legati alle rinnovabili») e del mondo associativo – Coordinamento Free e Anev – che hanno giudicato «comunque apprezzabile» l’obiettivo del 32%. Per Simone Mori di Elettricità Futura all’approvazione della RED II è auspicabile che i governi nazionali, inclusa l’Italia, facciano seguire l’impegno verso la creazione delle migliori condizioni per l’intero comparto, a partire – ha aggiunto – dalla rapida emanazione del decreto FER 1 “che permetterà al settore di riprendere gli investimenti e di iniziare subito il percorso verso il 2030”.

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