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Regionali 2020: lo scenario attuale

Pubblicato: 30 Giugno 2020 alle 12:00   /   by   /   commenti (0)

di Caterina Castellani

Con l’approvazione definitiva da parte del Senato, lo scorso 19 giugno, del Dl 20 aprile 2020 n. 26 recante disposizioni urgenti in materia di consultazioni elettorali per l’anno 2020, è stata fissata la finestra temporale in cui potranno svolgersi le votazioni nelle Regioni chiamate ad eleggere il Consiglio Regionale (Veneto, Liguria, Marche, Toscana, Puglia e Campania, cui si aggiunge, causa scioglimento del Consiglio, la Valle d’Aosta).

Le elezioni si svolgeranno una domenica e il lunedì successivo compresi tra il 15 settembre e il 15 dicembre 2020; tuttavia, secondo quanto trapelato nei giorni scorsi da fonti del Viminale, il ministro dell’interno Lamorgese firmerà presto un decreto per fissare a domenica 20 e lunedì 21 settembre l’election day.

Due date che vedranno chiamati alle urne i cittadini italiani anche per altri due motivi.

Il primo, il referendum sul taglio dei parlamentari. Il Dl 26/2020, infatti, ha applicato principio di determinazione delle date alle votazioni referendarie (in deroga, quindi, a quanto stabilito dalla legge 147/2013, che prevede lo svolgimento di questo tipo di votazione nella sola giornata di domenica). Ciò per garantire il distanziamento sociale, evitando assembramenti al seggio.

Il secondo, le elezioni amministrative. Nelle stesse due date, infine, confluiranno le votazioni nei Comuni interessati.

Vi è, nel Dl 26/2020, un’altra novità: le sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle liste, sia per le elezioni regionali sia per quelle amministrative, sono ridotte a un terzo. Tale norma è stata pensata – così il testo del Decreto – per evitare assembramenti e garantire il rispetto delle norme sul distanziamento sociale.

Per quanto concerne le candidature alle Regionali 2020, vedremo in Liguria correre, per il centrodestra, il governatore uscente Giovanni Toti (Cambiamo!), con il supporto compatto di tutto il centrodestra. Nel centrosinistra la situazione è meno chiara: se Sinistra Italiana e Verdi premono per il giornalista Ferruccio Sansa, insieme al MoVimento 5 Stelle (che sarebbe così disposto a replicare a Genova l’alleanza “romana”), il PD locale e Italia Viva sembrano non apprezzare altrettanto.

Anche in Veneto correrà, per il centrodestra, il governatore uscente: Luca Zaia. Per il “doge”, rafforzato politicamente dall’apprezzamento dei veneti per la sua gestione dell’emergenza Coronavirus, il terzo mandato sembra essere a portata di mano. Dall’altra parte, la coalizione di Governo correrà divisa: il PD ha lanciato la candidatura di Arturo Lorenzoni, il M5S ha recentemente presentato Enrico Cappelletto e Italia Viva si è detta, finora, certa di voler correre con un candidato proprio.

Per quanto riguarda la Toscana, il candidato del centrosinistra è, ormai da tempo, Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale sotto l’attuale governatore Enrico Rossi. Giani, che è riuscito a riunire in un’unica coalizione i dem, la sinistra e Italia Viva, non avrà il supporto del M5S, che ha candidato la consigliera regionale Irene Galletti. Per quanto riguarda il centrodestra, la candidata sarà l’europarlamentare cascinese Susanna Ceccardi (Lega). La candidatura di Ceccardi, sostenuta dal Carroccio, è stata a lungo accolta freddamente da FI e FdI, che solo di recente hanno sciolto le proprie riserve.

Nelle Marche l’attuale governatore di centrosinistra Luca Ceriscioli alla fine non si dovrebbe presentare per un secondo mandato, con il Partito Democratico che scelto di puntare sul sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi. Andrà sicuramente per conto proprio il Movimento 5 Stelle, con Mario Mercorelli che alle consuete regionarie su Rousseau ha superato la concorrenza di Andrea Quattrini. Nel centrodestra Fratelli d’Italia ha fatto la sua scelta indicando Francesco Acquaroli.

D’altro canto in Puglia il governatore uscente PD Michele Emiliano sarà in corsa per un secondo mandato.

Il Presidente però in queste elezioni non potrà contare sul sostegno di Italia Viva, Azione e +Europa, che andranno per conto loro sostenendo Ivan Scalfarotto. Per quanto riguarda il centrodestra – che secondo i sondaggi sarebbe al momento in vantaggio – correrà l’ex governatore Raffaele Fitto per Fratelli d’Italia. Infine, il Movimento 5 Stelle che alle ultime politiche in Regione ha fatto il pieno di voti e parlamentari, sceglie ancora Antonella Laricchia.

Da ultimo in Campania, se in un primo momento sembrava essere vicino un accordo tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, con il ministro Sergio Costa candidato comune, adesso questa ipotesi è tramontata.

La grande popolarità, anche a livello nazionale, dell’attuale governatore Vincenzo De Luca, ha infatti spinto centrosinistra a puntare di nuovo sull’ex sindaco di Salerno. Il centrodestra alla fine ha scelto di puntare di nuovo su Stefano Caldoro, mentre per il Movimento 5 Stelle la candidata sarà Valeria Ciarambino.