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Presentato il rapporto I-Com sull’innovazione energetica

Pubblicato: 26 giugno 2017 alle 11:45   /   by   /   commenti (0)

Si è svolto mercoledì 14 giugno a Roma il convegno organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) sui temi dell’innovazione nel settore energetico, ispirato dalla presentazione del rapporto dell’Osservatorio Innov-E.

Un appuntamento diventato consuetudine per gli stakeholder, che quest’anno giunge alla sua nona edizione con il titolo “Una strategia per l’innovazione energetica. Dai laboratori di ricerca alle case degli italiani”. Dopo i saluti di rito del Presidente I-Com Stefano da Empoli, l’evento è entrato nel vivo con la presentazione del rapporto annuale curato da Antonio Sileo, Direttore dell’Osservatorio Innov-E: uno studio approfondito che fotografa lo sviluppo in campo energetico: dall’analisi della produzione brevettuale con un focus sul tema caldo della mobilità sostenibile, alle principali novità che riguardano produzione e consumo e, di riflesso, la gestione della rete e le opportunità offerte dall’accumulo. Innovazione non soltanto tecnologica ma anche nelle abitudini dei consumatori, diventati più attivi e desiderosi di maggiore autonomia (per esempio nel segmento retail), stimolando le imprese a insistere sul digitale.

Secondo un format ormai collaudato, la discussione è poi proseguita in tre diversi tavoli di lavoro, con l’obiettivo di favorire un confronto aperto tra industria, istituzioni e studiosi sui temi della mobilità alternativa, delle applicazioni per la gestione dei consumi domestici e sulla sfida rappresentata dalla generazione elettrica diffusa. Spunti interessanti su due questioni altrettanto attuali sono venuti proprio dal gruppo di discussione sulla cosiddetta “produzione decentralizzata”, coordinato da Giovanni Galgano, direttore di Public Affairs Advisors. È stata ribadita, tra le altre cose, la necessità condivisa di mettere in atto un serio programma di repowering degli impianti eolici più datati mentre, sul fronte della partecipazione agli iter decisionali, sono state mosse alcune critiche al pur lodevole tentativo di introdurre in Italia il débat public (il decreto Delrio è in dirittura d’arrivo alle Camere), insistendo in particolare sul nodo della terzietà del processo. Accordo del panel sulla necessità di insistere sullo sviluppo dell’autoproduzione, con un occhio alle necessità decisive di equilibrio della rete, mentre Francesco Sperandini, presidente e amministratore delegato del GSE, ha presentato alcune soluzioni. La prima prevede “incentivi diretti all’autoconsumo da Fer”, realizzabili in due modi: aste al ribasso per grandi impianti con “contingenti ad hoc finalizzati a incentivare il solo autoconsumo” o con tariffe premio per i soli nuovi impianti di piccola e media taglia. La seconda soluzione proposta da Sperandini è quella degli incentivi indiretti, sempre basata sull’esenzione dagli oneri ma con un premio per l’autoconsumo “verde”.

La terza soluzione prevedrebbe “procedure e norme abilitanti”, come Sistemi di distribuzione chiusi che rispettino almeno una quota minima di rinnovabili o di cogenerazione ad alto rendimento. Infine, potrebbero essere incentivate le infrastrutture private, sulla base di requisiti minimi di Fer, Car o utilizzo accumuli.

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