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Piemonte, Lombardia, Campania: tre modelli di partecipazione pubblica regionale

Pubblicato: 10 Dicembre 2018 alle 10:57   /   by   /   commenti (0)

di Gianluca Sgueo

Cosa fanno i legislatori regionali per dare voce alle imprese e ai cittadini nella costruzione delle decisioni? Quali geometrie istituzionali sono preferite dai governi del territorio per comporre a sistema interessi civici e industriali?

L’Osservatorio sulle relazioni territorio-impresa (ORTI) viene creato nel 2014, all’interno dell’Istituto per la Competitività, per analizzare le interazioni tra portatori di interessi e amministrazioni territoriali. Nel corso delle quattro edizioni precedenti (le ultime tre in collaborazione con Public Affairs Advisors) sono stati elaborati 15 rapporti: 12 regionali e 3 nazionali. Si tratta di un lavoro di ricerca poderoso.

Nel 2018 ORTI ha visitato tre regioni: Piemonte, Lombardia e Campania. Ne è emerso un quadro che presenta alcuni profili comuni e altrettante differenze. Vediamoli rapidamente. Il Modello Piemonte viene definito così:consulta e partecipa’. L’amministrazione regionale piemontese è l’unica tra quelle analizzate nel rapporto ad avere una legge organica sulla partecipazione civica. Il governo regionale mira così ad ampliare gli spazi di partecipazione per i cittadini all’interno dei processi decisionali. L’altro aspetto importante riguarda gli investimenti sull’open government. I dati, nella visione dell’amministrazione regionale, sono uno strumento attraverso cui coltivare sinergie con i cittadini e le imprese. Attraverso le consultazioni e la cultura dei dati aperti, la Regione crea possibilità per facilitare l’emergere di nuove attività di impresa, essere trasparente e inclusiva nei confronti dei cittadini.

La Lombardia presenta invece un modello che i ricercatori ORTI definiscono ‘sussidiario e semplice. Nel modello lombardo – diversamente da Piemonte e Campania – la priorità nella partecipazione spetta alla rappresentanza professionale degli interessi (che, infatti, disciplina separatamente rispetto alla partecipazione civica). Questa scelta ha ricadute sia sulla trasparenza delle procedure decisionali, sia sulle politiche di semplificazione. La semplificazione, in particolare, è una leva fondamentale per rafforzare i rapporti tra l’amministrazione regionale e i portatori di interesse. Un assessorato dedicato, poi, ha il compito di rafforzare gli strumenti della sussidiarietà attraverso la semplificazione delle procedure e il miglioramento dell’accesso ai servizi regionali.

Ultimo de tre, il Modello Campania: ‘semplifica e partecipa. Quest’ultimo, similmente a quello lombardo, è incentrato sulla partecipazione dei portatori di interesse e sull’utilizzo di due strumenti: semplificazione e partecipazione. La semplificazione normativa per introdurre strumenti specifici sulla partecipazione. Attraverso le due leggi annuali di semplificazione – “Campania Partecipa” (2015) e “Casa di Vetro” (2017) – l’amministrazione regionale prevede forme di consultazione in commissione e on line sui propri progetti di legge. Il coinvolgimento dei portatori di interesse viene realizzato dando visibilità alla singola procedura di consultazione, con l’indicazione – nel dossier informatico – della relativa documentazione normativa di riferimento.