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Lo sviluppo della Sardegna oltre il GNL

Pubblicato: 26 aprile 2018 alle 15:07   /   by   /   commenti (0)

Di Diego Gavagnin, Conferenza GNL

 

Si è svolto negli scorsi giorni un molto partecipato convegno a Cagliari sulla metanizzazione dell’Isola tramite l’importazione del gas naturale liquefatto (GNL). Questa scelta, compiuta due anni fa dalla Giunta regionale d’intesa con il Governo, segue l’abbandono del gasdotto dall’Algeria, e il progetto di un più piccolo gasdotto dalla Toscana, rivelatosi comunque troppo costoso.

L’evento, che aveva l’obiettivo iniziale di illustrare i vantaggi ambientali del GNL, è dovuto tornare sulla scelta strategica della metanizzazione, a fronte dei recenti risultati elettorali e in vista delle Regionali 2019. Le forze di opposizione alla Giunta di Centrosinistra (18% il 4 marzo), che si sono dichiarate spesso perplesse se non contrarie al progetto della Giunta, sono state le più votate: Movimento 5 Stelle (42%) e Centrodestra (30%).

A questo elemento d’incertezza si sono aggiunti due recenti annunci, l’accelerazione nella realizzazione del grande gasdotto Nord-Sud (dorsale sarda), e la realizzazione a Porto Torres di un rigassificatore Snam-Eni. Decisioni che hanno allarmato chi negli scorsi anni ha progettato ed investito sullo “small scale” : piccoli depositi costieri (5 progettati e due già autorizzati), stazioni di servizio per auto e camion con serbatoio GNL e suo uso per la cogenerazione (sconosciuta in Sardegna) nelle industrie, alimentazione delle reti isolate con le autobotti.

La tavola rotonda finale del Convegno, cui hanno partecipato Andrea Vallascas del M5S, Alessandra Zedda di Forza Italia, Francesco Sanna del PD, Christian Solinas del Partito Sardo d’Azione e l’Assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras, ha confermato all’unanimità la decisione di realizzare depositi costieri di GNL e il suo uso diretto nei trasporti e anche nella produzione di elettricità in sostituzione di carbone e olio combustibile. Diversità di opinioni invece sulla realizzazione della dorsale sarda, del rigassificatori e sull’utilizzo del GNL nelle reti cittadine.

Differenze che non rimettono in discussione l’arrivo del GNL ma che sembrano anche segnare un rovesciamento del passato industriale dell’Isola, caratterizzato da grandi impianti industriali insediati dall’alto, verso la scelta di processi industriali di piccola dimensione unitaria che possono crescere e diffondersi man mano che si sviluppa la domanda.

Il GNL di piccola taglia favorisce scelte condivise dal basso e partecipate, non più subite per le promesse occupazionali sullo sfondo della presunta subalternità isolana rispetto al resto del Paese. Se la Sardegna s’impegna nello sviluppo della domanda di GNL in tutti i settori d’impiego può davvero diventare leader tecnologico ed un hub al centro del Mediterraneo per i trasposti marittimi: traghetti, crociere, porta container, etc. e piccolo e medio cabotaggio come la pesca.

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