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La situazione energetica nel 2017: la relazione annuale del Ministero dello Sviluppo Economico

Pubblicato: 31 luglio 2018 alle 15:34   /   by   /   commenti (0)

Di Elisa Gazzara

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato la consueta Relazione annuale sulla situazione energetica nazionale. I dati, che si rifanno al 2017, ricostruiscono un interessante quadro per quanto riguarda le tematiche energetiche, analizzando l’andamento delle varie fonti rispetto agli utilizzi finali, con anche un documento dedicato al ruolo delle rinnovabili a cura del GSE.

Nel quadro di sintesi, si delinea un 2017 nel quale le energie rinnovabili hanno ulteriormente rafforzato il proprio ruolo nel sistema energetico nazionale, con importanti ricadute anche a livello di crescita economica e occupazione. Si stima infatti che nel 2017 intorno alle attività legate alle energie pulite e alla gestione di nuovi impianti ci siano state circa 70.000 unità di lavoro permanenti e 44.000 temporanee.

In quanto ai dati di installato, nel 2017 ammontano a circa 930 MW totali, di cui 415 MW fotovoltaici (+40 MW rispetto al 2016) e circa 370 MW eolici (+120 MW rispetto al 2016).  Le FER hanno coperto il 17,7% dei consumi finali lordi di energia, il valore più elevato mai registrato e che supera gli obiettivi europei al 2020. Ciò nonostante l’idroelettrico abbia registrato una più bassa produzione per via delle scarse piogge dello scorso anno. Pur confermandosi comunque la fonte maggiormente utilizzata (35% della generazione da FER), la produzione rispetto all’anno 2016 è calata del 15%.

Bene fotovoltaico e anche eolico, che ha recuperato dopo una prima parte dell’anno negativa.

Per quanto riguarda il settore termico, dove le rinnovabili prevedono ancora ampi margini di utilizzo, le stime preliminari relative al 2017 indicano un consumo di energia termica da fonti rinnovabili pari a 11 Mtep; l’incremento rispetto all’anno precedente (+6% circa) è attribuibile principalmente alle temperature più rigide e al conseguente maggior fabbisogno di calore. La fonte rinnovabile di gran lunga più importante per la produzione di energia termica è costituita, anche nel 2017, dalle bioenergie (8,0 Mtep secondo le stime preliminari) e in particolare dalle biomasse solide consumate per il riscaldamento nel settore residenziale (legna da ardere, pellet). Risultano in linea con l’anno precedente, invece, i contributi delle pompe di calore (2,6 Mtep) e quelli, più contenuti, della fonte geotermica (0,2 Mtep) e di quella solare (0,1 Mtep).

Sull’efficienza energetica, la relazione dedica un ampio paragrafo dedicato agli strumenti normativi di sostegno attualmente in essere. Queste misure implementate nel periodo 2005-2017 si stima abbiano generato al 2017 risparmi per 13,4 Mtep/anno in termini di energia primaria e di oltre 3,5 miliardi di euro l’anno per importazioni di fonti fossili evitate. I risparmi conseguiti, nel periodo 2005-2017, hanno evitato l’emissione di 34,9 MtCO2, circa il 10% delle emissioni di CO2 riportate per l’Italia nel 2016.

Il gas naturale ha visto una crescita nel 2017 pari a 75,2 miliardi di metri cubi, (+6,0% rispetto al 2016). Tale domanda è stata coperta per il 7% dalla produzione nazionale e per il 93% attraverso l’importazione. In particolare la produzione nazionale di gas naturale è stata pari a 5,5 miliardi di metri cubi in riduzione del 4,3% rispetto al 2016, mentre l’importazione è stata pari a 69,7 miliardi di metri cubi con un incremento del 6,7% rispetto al 2016 e si è registrata inoltre un’erogazione netta di gas dai giacimenti di stoccaggio per circa 0,2 miliardi di metri cubi. La relazione attribuisce un importante ruolo al biometano la cui produzione, si legge, avrà un significativo sviluppo nel 2018, anche per effetto del decreto ministeriale di marzo di quest’anno. In flessione invece il petrolio, per il quale nel 2017 si è registrata una diminuzione del consumo interno lordo e di prodotti derivati (-0,7% rispetto all’anno precedente), causata in particolare dalla crisi nel termoelettrico e dal calo dei consumi dei carburanti (soprattutto benzina). Il consumo nel settore della generazione elettrica è diminuito del 5,3%, quello degli impieghi finali dello 0,4%.

In crescita nel 2017, per la prima volta dopo 10 anni, la domanda di energia primaria (+1,5% rispetto al 2016); soddisfatta per il 36,2% dal gas, il petrolio, seppur in calo rappresenta un terzo del totale, le fonti rinnovabili sono pari a poco meno di un quinto, i combustibili solidi sono al 6,1% e l’energia elettrica importata è al 4,9%.

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