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La nuova “battagliera” strategia industriale europea

Pubblicato: 21 Marzo 2020 alle 11:16   /   by   /   commenti (0)

di Carlo De Nicola

This is about Europe’s sovereignty, è una questione di sovranità europea. Così si legge, icasticamente, sul documento pubblicato dalla Commissione Europea lo scorso 10 marzo, Una nuova strategia industriale per l’Europa.

È un linguaggio battagliero quello che traspare dalla corposa documentazione prodotta dalla Commissione von der Leyen: la Strategia si pone infatti l’obbiettivo di preservare il ruolo di leadership industriale dell’Unione Europea nell’ambito di una competizione sempre più globale e, per ciò stesso, sempre più difficile. “Senza cedere alle facili tentazioni dei protezionismi, ma anche senza mostrarsi ingenui davanti alla competizione sleale”.

Parole che possono suonare ancora più decise se pensiamo alla grande sfida rappresentata dall’emergenza Covid-19, che presto costringerà l’Europa ed il mondo a rimettere in discussione diversi punti di PIL.Già dalle prime pagine sono molti i riferimenti ad uno scacchiere geopolitico ed economico che si teme possa relegare l’Europa ai suoi margini. È quindi in questo contesto che la Strategia industriale vuole essere un’occasione di profondo, e deciso, rilancio.

Rilancio che partirà dal potenziamento del Mercato Unico e dalle sue capacità di favorire la competizione interna: a tal proposito, la Commissione ha allegato alla Strategia un documento che identifica le barriere interne al mercato europeo nei settori più vari. Per quanto concerne l’energia, ad esempio, i temi da affrontare nel prossimo futuro includono la separazione effettiva tra DSO e rivenditori e la competizione ancora limitata nei mercati all’ingrosso e al dettaglio per il gas e l’elettricità; mercati che, peraltro, possiedono regole d’ingresso talmente eterogenee nei vari Paesi membri da impedirne l’integrazione a livello comunitario.

Il vero pilastro del rilancio industriale dell’Unione Europea saranno, secondo la Strategia, i 25 milioni di PMI che producono circa metà del PIL comunitario. Proprio al tema delle Piccole e Medie Imprese la Commissione ha dedicato una roadmap di azioni mirate a stimolarne lo sviluppo e la capacità innovativa e competitiva, oltre che supportarle nel processo di transizione verso gli obbiettivi europei di sostenibilità.

Sul piano della competizione internazionale, l’Unione intende adottare un White Paper per uno strumento sui sussidi esteri. Obbiettivo: mantenere il mercato europeo aperto agli investimenti e alle opportunità di business che vengono da fuori i confini dell’Unione affrontando anche alcune “contraddizioni” tuttora irrisolte, come le difficoltà da parte delle aziende europee ad operare nei mercati di origine di alcuni partner commerciali o gli effetti distortivi causati dalla presenza di sussidi forniti dai governi stranieri all’interno del mercato unico. Saranno inoltre definiti criteri di idoneità all’accordo commerciale con Paesi non europei, tra cui, ad esempio, il rispetto degli Parigi sul contrasto al cambiamento climatico.

È ribadita la centralità del tema della transizione sostenibile, sia dal punto di vista delle emissioni sia dal punto di vista della gestione dei rifiuti.

Strumenti centrali per il raggiungimento della neutralità climatica saranno, in particolare, il supporto agli interventi di efficientamento energetico e l’approvvigionamento di energia a basse emissioni a prezzi competitivi, quest’ultimo punto da implementare anche con un approccio più strategico alle rinnovabili che favorisca, ad esempio, l’eolico offshore.

Quanto all’economia circolare, invece, la Commissione vede in un nuovo approccio alla gestione del rifiuto un’opportunità di crescita da 700 mila nuovi posti di lavoro entro il 2030, da cogliere grazie anche a nuovi criteri di sostenibilità da applicare ad ogni tipologia di prodotto.

Un approfondimento a parte merita il tema dell’idrogeno pulito, rispetto al quale la Commissione intende promuovere la nascita di un’Alleanza Europea: una piattaforma di istituzioni, governi e industrie di diverse dimensioni per stimolare la condivisione di conoscenze e l’implementazione di progetti innovativi. Il sistema delle Alleanze, nei piani della Commissione, sarà adottato anche in altri ambiti.