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Clean Energy Package: un anno pieno di energia per l’Unione Europea

Pubblicato: 14 Dicembre 2018 alle 12:04   /   by   /   commenti (0)

Di Elisa Gazzara

Questa settimana è stata approvata la riforma dell’Agenzia per la cooperazione dei regolatori energetici europei (Acer). Si tratta del sesto degli otto provvedimenti dell’iniziativa “Clean Energy for All Europeans” presentata dalla Commissione europea nel 2016.

L’Agenzia, continuerà ad avere la responsabilità di coordinare l’azione dei regolatori energetici nazionali, ma le sono stati attribuiti anche compiti di supervisione regolatoria nelle situazioni che coinvolgono più di uno Stato membro Ue. Ad esempio, Acer sarà il supervisore dei futuri “Regional Coordination Centers” in cui i TSO-Transmission System Operator (Terna, per l’Italia) affronteranno le questioni che, in caso di azioni nazionali frammentate e non coordinate, potrebbero avere impatti negativi sul mercato e i consumatori.

E questo è solo l’ultimo in ordine di tempo dei provvedimenti che Parlamento, Consiglio europeo e Commissione, attraverso soprattutto le riunioni di negoziato definite Trilogo, hanno portato a termine nel corso di quest’anno.

Degli otto provvedimenti del Pacchetto energia, il primo adottato nel 2018 è stato la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, entrata in vigore lo scorso luglio. La direttiva impone ai Paesi europei di elaborare nei prossimi anni una strategia a lungo termine per sostenere la ristrutturazione degli edifici residenziali e non residenziali, sia pubblici che privati, al fine di ottenere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050, e di facilitare la trasformazione degli edifici esistenti in edifici a energia quasi zero.

A novembre si è inoltre raggiunto l’accordo al trilogo sul regolamento sulla preparazione ai rischi nel settore elettrico. La settimana scorsa è poi arrivato il via libera definitivo alle nuove direttive sulle rinnovabili (RED II) ed efficienza e al regolamento sulla governance dell’Unione energetica. Restano da approvare il regolamento e la direttiva sul market design elettrico, per i quali è previsto un ultimo trilogo il 18 dicembre.

Con la direttiva RED II (Renewable Energy Directive) si apriranno almeno due fronti completamente nuovi sulla generazione distribuita (illustrati in occasione del convegno del Tavolo Autoconsumo e Efficienza Energetica). Il primo, introdotto dall’articolo 21 della direttiva, è che diventerà possibile produrre, accumulare e vendere energia con un modello da uno a molti (one to many). In un condominio, ad esempio, un impianto fotovoltaico installato sul tetto potrà fornire elettricità ai diversi appartamenti. Questo non è ad oggi possibile in Italia poiché l’unica forma ammessa è quella one to one. L’articolo 22, inoltre, prevede che diversi soggetti possano unirsi a delle comunità delle rinnovabili basate sull’autoconsumo elettrico e sulla condivisione dell’energia prodotta.

La revisione della direttiva sull’efficienza energetica stabilisce che l’efficienza energetica nell’Ue dovrebbe essere migliorata di almeno il 32,5% entro il 2030. Viene poi introdotto l’obbligo per gli Stati membri di ottenere nuovi risparmi energetici annuali dello 0,8% nel periodo 2021-2030 (0,24% nel caso di Cipro e Malta), anche se si accorda agli Stati membri una certa flessibilità per il modo in cui rispettare questi obblighi.

Dibattito ancora in corso in Europa sulla riforma del mercato elettrico (market design) che dovrà raccordarsi ai principi generali stabiliti dalla direttiva RED II. In particolare, si sta discutendo sul diritto o meno per le comunità energetiche di distribuire tramite proprie linee l’elettricità prodotta, sulle modalità di condivisione dell’energia tra i membri, sulla governance delle comunità e sull’applicazione degli oneri di rete all’energia condivisa. Su questo tema, con una nota congiunta, AssoESCo, EFIEES – Federazione europea dei servizi intelligenti di efficienza energetica e Confindustria hanno sottolineato come nel dibattito in corso sia necessario garantire alle ESCo, alle imprese e ai soggetti industriali di poter giocare il proprio ruolo in questo processo, attraverso una partecipazione aperta e inclusiva alla gestione delle Comunità energetiche.